Cinesi fantasma a Padova
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“Nessuno ha mai visto un funerale di cinesi”… si dice. Attorno a questa comunità misteriosa e laboriosa vi sono molti interrogativi e lo scandalo scoppiato a Padova non fa che generarne di nuovi. Centinaia di permessi di soggiorno sarebbero stati erogati in cambio di tangenti e la faccenda è finita davanti al Gup Tecla Cesaro.
Due degli arrestati, vale a dire un ex assistente della polizia con funzioni di collaboratore tecnico P. C. di 44 anni e il broker assicurativo il cinese Xinmiao Chen di 27 anni, hanno patteggiato quattro anni e tre anni e cinque mesi.
Dalle indagini nell’Ufficio Immigrazione della questura è emerso un quadro a dir poco inquietante. Pare che nel corso degli anni il sodalizio avesse rilasciato ben 400 permessi irregolari ad altrettanti cinesi. PER ESSERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL GRUPPO FACEBOOK: VENETO NOTIZIE


Ciò significa che tali permessi perderanno di validità ed i cittadini cinesi che li avevano ottenuti diventeranno irregolari nel territorio e quindi dovranno essere espulsi. Il Gip Margherita Brunello –come riporta il Gazzettino- nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti dell’ex sovrintendente capo Renzo Dalla Costa (sarà processato con il rito abbreviato a novembre) ha scritto …Il fatto che un funzionario di polizia, in un momento simile per il terrorismo, permetta con queste modalità corruttive l’accesso e il transito di stranieri extracomunitari non identificati, è un fatto gravissimo…. I permessi di soggiorno sarebbero stati ‘venduti’ in cambio di mazzette che vanno da mille a duemila euro. All’Ufficio immigrazione della questura i cinesi godevano di corsie preferenziali.
A gestire l’organizzazione criminosa sarebbero stati i due soggetti già condannati che garantivano il passaggio della pratica in tempi record.