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Nel primo pomeriggio di giovedì 3 novembre, i carabinieri di una stazione del Basso Vicentino sono intervenuti in un’abitazione in seguito ad una lite famigliare (non sono forniti dettagli perché nella vicenda è coinvolta una minorenne). Giunti sul posto, i militari hanno sorpreso un uomo pakistano di 45 anni, attualmente disoccupato, in stato di evidente ubriachezza.
La moglie convivente, 41enne, presente sul posto, in un forte stato di agitazione, affermava di essere stata aggredita e percossa poco prima in presenza della figlia minorenne di 16 anni, la quale confermava pienamente l’accaduto. In particolare, sui polsi della donna erano ben visibili i segni lasciati dal marito per bloccarle le braccia mentre tentava di difendersi. Entrambe le donne nella circostanza hanno poi evidenziato che purtroppo non era la prima volta che si verificava un fatto del genere, essendo ormai le liti e le percosse all’ordine del giorno da parecchio tempo.
Da quanto è stato possibile ricostruire, l’uomo avrebbe alzato la voce e le mani sulla figlia per almeno due anni, segregandola in casa e costringendola a rinunciare al cellulare e al computer collegato ad internet, a stringere amicizie. Questo perché si rifiutava di accettare un patto fra famiglie che era stato stipulato con una stretta di mano in Pakistan, e che prevedeva che lei, una volta finita la scuola, a 19 anni, tornasse in patria e si sposasse con un ragazzo di qualche anno più grande, figlio di ricchi amici dei suoi genitori.
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I militari quindi altro non hanno potuto fare che procedere all’arresto dell’uomo per “maltrattamenti in famiglia” , sottoponendolo agli arresti domiciliari nell’abitazione di un connazionale.
Ieri mattina presso il Tribunale di Vicenza l’arresto è stato convalidato ed è stato disposto l’allontanamento dell’uomo dalla casa familiare.