Non è la prima volta che accade. Quattro nomadi hanno prenotato un mega-pranzo di fidanzamento. Gli invitati sono 120 e questa volta la vittima è un ristoratore di Alano nel Bellunese. Costo totale dell’operazione: 4000 euro. L’episodio risale al 2010 ma ora il ristoratore di Alano non riuscirà a vedersi rimborsata la cifra per un pranzo che andava dall’antipasto all’amaro. Con la scusa di doversi salutare, i nomadi si diedero alla fuga lasciando scoperto il conto. Il ristoratore staccò una ricevuta fiscale di 4.260 euro. Se ne vide pagare solo 200 e poi 500, ma mai il saldo di 3560. Per questo la famiglia Levak, responsabile dell’imboscata culinaria è finita a processo per concorso in insolvenza fraudolenta. Quattro parenti di etnia rom (Eros di 24 anni, Colombo di 44 anni, Rodolfo di 40 anni e Guido di 50 anni). Sono tutti residenti a Castelfranco Veneto nel Trevigiano.


Stando a quanto riporta il Gazzettino, il giudice Federico Montalto (pubblico ministero Sandra Rossi), ha rinviato l’udienza di 4 mesi al 24 settembre prossimo. Secondo l’accusa avevano organizzato un sontuoso banchetto in stile gipsy. Il gruppone si era era presentato al ristorante con largo anticipo, al fine di scegliere con cura il menù e avere il preventivo. Il ristoratore non ebbe dubbi, non pensò al trucchetto, poiché i quattro nomadi avevano lasciato nome, cognome e telefono, sicuri probabilmente di rimanere impuniti. Tutto va bene nel giorno del pranzo fino alla fine del sontuoso ricevimento, quando i due festeggiati si dileguano. Poi spariscono del tutto, il loro telefono risulta irraggiungibile. Da qui la denuncia e le indagini che permettono di rintracciarli. Ora sono passati più di 5 anni e ieri c’è stato un rinvio a fine settembre, alla soglia dei 6 anni di distanza. Per i ristoratore davvero un’atroce beffa. Ultimo caso eclatante a Moimacco in Friuli, in quel caso i coperti furono’solo’ 50