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 I consumatori inglesi di Prosecco Doc, confermandosi i primi clienti internazionali con una capacità di assorbire il 43% delle esportazioni, negli ultimi dodici mesi hanno per la prima volta acquistato dall’Italia più bottiglie di quanto abbiano fatto gli stessi italiani. I dati sono stati resi noti oggi dal Consorzio di tutela, che stima in 415 milioni di bottiglie la produzione complessiva dell’anno in corso, con una previsione di 460 per il 2017.

Quest’anno -seccondo Ilsole24ore- il Sistema Prosecco (Doc, Conegliano Valdobbiadene e Asolo) dovrebbe chiudere con una produzione di almeno 510 milioni di bottiglie. Di cui 420 della Doc e 90 milioni della Conegliano Valdobbiadene che esportano, rispettivamente, il 70 e il 45 per cento. Nel complesso il business del Prosecco supera i 2,5 miliardi di giro d’affari, coinvolge 13.500 produttori, 1.380 cantine vinificatrici e 300 imbottigliatori.

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«Quest’anno cresceremo di circa il 20% – sottolinea Stefano Zanette, presidente del Consorzio del Prosecco Doc in un’intervista al quotidiano economico- e per il 2017 l’obiettivo potrebbe essere quello di puntare, come Doc, a 500 milioni di bottiglie. Ma preferisco rimanere con i piedi per terra: credo che, nei prossimi anni, una crescita media del 10% ci darebbe numeri molto importanti».
Gli ultimissimi dati stimano nel 2016 si sfiorerà quota 90 milioni di bottiglie, segnando un 8% di crescita». Nel 2015 il balzo è stato del 6% a 84 milioni di bottiglie e del 10% a valore. Con una crescita, controtendenza, anche in Italia del 15%, in particolare al Sud. «La nostra strategia non cambia – frena Nardi – non aspettatevi strappi. Manterremo tassi di crescita moderati, puntando sempre di più sul valore.