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Nel tardo pomeriggio del 1° dicembre scorso i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vicenza, impegnati già da diverse settimane in indagini finalizzate alla prevenzione e contrasto del fenomeno dei delitti contro il patrimonio in provincia, con particolare riguardo all’area di Camisano, Torri, Grumolo, hanno arrestato il cittadino albanese PERSKURA RIDON cl.1993, celibe, pregiudicato, irregolare sul territorio nazionale.

Il 23enne albanese, alias VOICA COSTANTIN CATALIN cl.1986, è stato controllato dai militari del Nucleo Investigativo nei pressi del bar “Concordia” di Camisano Vicentino, poco dopo essersi accomodato a un tavolino in compagnia di altri connazionali.

L’intervento dei militari ha causato l’immediata violenta reazione dell’albanese, che con spinte e pugni indirizzati ai militari operanti ha cercato di evitare di essere identificato. Solo la ferma determinazione dei carabinieri e la tempestività con la quale sono sopraggiunti altri rinforzi hanno consentito di impedire al giovane di riuscire a fuggire.

Una volta bloccato ed accompagnato presso la sede di Via Muggia, l’uomo ha affermato di essere un cittadino di nazionalità rumena e a tale scopo ha esibito due documenti di quella nazionalità, apparentemente genuini.

I militari però, che già nutrivano sospetti sul giovane, ulteriormente avvalorati dalla sua violenta reazione, hanno proseguito con scrupolosi accertamenti, riuscendo così a fugare ogni dubbio, dal momento che tanto la carta d’identità che la patente di guida esibite sono infatti risultate falsificate. Gli ulteriori accertamenti conseguenti il fotosegnalamento del giovane hanno infine consentito di identificare il 23enne in PERSKURA RIDON, il quale risultava destinatario di provvedimento di revoca della misura alternativa alla detenzione carceraria della detenzione domiciliare del Tribunale di Bologna, nonché di ben due provvedimenti di cattura emessi rispettivamente dal Tribunale di Vicenza, per una condanna del febbraio 2015, che prevede debba ancora scontare mesi 7 e gg 29 di reclusione, e dal Tribunale di Padova, del giugno

2016, dovendo espiare la pena residua di anni 1 mesi 5 di reclusione.
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Alla luce di quanto verificatosi ed accertato, il PERSKURA è stato quindi arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e possesso di falsi documenti di identità utili ai fini dell’espatrio.

L’arrestato, al termine delle lunghe formalità, è stato accompagnato presso la struttura penitenziaria di questo capoluogo a disposizione delle varie Autorità Giudiziarie interessate.