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(nella foto: Karen Walker, icona gay di Will&Grace, improbabilissima telefonista del servizio di Regione Lombardia)
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Parte in Lombardia lo “Sportello Famiglia”, iniziativa della giunta Maroni per rivendicare la ‘solidità’ dell’istituto della famiglia tradizione contro la diffusione delle teorie gender nelle scuole. Una crociata sulla quale Maroni è impegnato da tempo che, secondo molti, rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol in una regione considerata la più avanzata d’Italia. Lo sportello, infatti, servirà anche per i genitori che intenderanno denunciare la diffusione della cosiddetta teoria “gender” nelle scuole lombarde. Il significato dell’iniziativa è spiegato dall’assessore regionale alle Culture e alle Identità, Cristina Cappellini, che dichiara: “Basta con l’indottrinamento ideologico che in alcune realtà viene fatto ai bambini”. Una crociata che contro la quale si sta già mobilitando il web. Ci sarebbe già chi ha intenzione di mandare in tilt il centralino anti-gender subissandolo di telefonate. Protestano anche le opposizioni. Il candidato Luca Paladini di Sinistra X Milano ha definito lo Sportello Famiglia “una roba che neanche Walt Disney sotto l’effetto di potenti allucinogeni avrebbe potuto partorire”. La delibera è stata approvata ieri dalla giunta ed il servizio sarà affidato all’associazione o all’ente che vincerà un bando lanciato appena il provvedimento sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione.
A difesa dell’iniziativa l’assessore riferisce che “sono i cittadini che ci hanno segnalato i loro dubbi su un malessere che è innegabile. Basta andare su motori di ricerca come Google per vedere quanti corsi hanno fatto alzare le antenne ai genitori”. PER ESSERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL GRUPPO FACEBOOK: VENETO NOTIZIE

La Cappellini precisa che “il call center servirà anche per denunciare atti di bullismo e dare altre informazioni”. La delibera prevede “un servizio di raccolta e analisi di segnalazioni e richieste di supporto e sostegno presentate alla Regione attraverso un call center regionale e la casella mail istituzionale dedicata”. Il gestore dovrà garantire “informazioni sui diritti della famiglia con riferimento all’educazione culturale e scolastica dei figli, con particolare attenzione al diritti di accesso e condivisione dei piani scolastici”.

NEL FRATTEMPO FACEBOOK BLOCCA ANTIOMOFOBI: Hanno usato troppo la parola ‘frocio’
(fonte: ANSA)Ha usato troppo spesso la parola ‘frocio’ e quindi ha ricevuto da Facebook un ban di 30 giorni che non gli consentirà di accedere a tutte le sue pagine. A ricevere la punizione, però, non è stato un omofobo dichiarato bensì Luca Paladini, uno dei fondatori dei Sentinelli di Milano, gruppo nato proprio per combattere l’omofobia in tutte le sue forme, nonchè candidato in consiglio comunale per Sinistra X Milano, una delle liste che sostengono Beppe Sala.
“Tutti gli amministratori della pagina dei Sentinelli sono stati bloccati – ha spiegato Paladini all’ANSA – Alcuni solo per poche ore mentre io, che sono quello che l’ha aperta, ho preso la sospensione più lunga. Abbiamo linkato un articolo che conteneva la parola frocio proprio denunciando la becera omofobia della proposta da parte di Regione Lombardia di istituire il cosiddetto numero verde ‘antigender’. Ed è evidente che, se sono i Sentinelli a usare quella parola, non c’è nessun contenuto omofobo ma solo ironia”.