Se in Veneto chi cerca parcheggio si abbandona spesso a sproloquio, urla ed emissione di bestemmie vi è un posto dove la legge del contrappasso impone invece una preghiera. Ciò che si ottiene è il tanto desiderato stallo per parcheggiare l’automobile. Accade in Lombardia. Una curiosa iniziativa di un parroco della Val Seriana, don Guido Rottigni. Nel piccolo borgo di San Lorenzo di Rovetta, infatti, paese sfiorato anche dalle indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio e dall’estenuante caccia al Dna di «Ignoto 1», il parroco ha deciso che il parcheggio di proprietà della parrocchia può restare a disposizione del pubblico, ma sarà a pagamento. Non parliamo di monete da uno o due eruo, ma di preghiere, nella fattispecie Ave Maria.

«Ogni sosta 1 Ave Maria» si legge sul cartello ufficiale, installato dal parroco, che rispetta tutti i crismi della segnaletica prevista dal codice della strada.
«È una delle poche aree a parcheggio di San Lorenzo — spiega il parroco —. Noi lo mettiamo a disposizione, ma invece di pensare a convenzioni o accordi economici, magari con il Comune, abbiamo deciso di fare così: non si paga in euro, ma con una preghiera». Il borgo, essendo relativamente piccolo, non dispone di tantissimi luoghi dove poter parcheggiare. Don Guido Rottigni, che guida la parrocchia del paese dal 2008 è così protagonista di una delle più originali iniziative, a quanto pare piaciute alla cittadinanza e ai fedeli. da notare che, vista la grandezza limitata degli stalli, per i furgoni le Ave Marie devono essere due. Non osiamo immaginare il rosario di chi deve parcheggiare un Tir.