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ZAIA BOCCIA RIFORMA COSTITUZIONE: “RATTOPPO CENTRALISTA. SENATO VA ABOLITO E CONFERENZA DELLE REGIONI ELEVATA AL RANGO DI ORGANO COSTITUZIONALE”
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“Io avrei abolito il Senato e semmai avrei elevato al rango di Organo Costituzionale la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, composta da Governatori eletti dal popolo e quindi pienamente legittimati e non, come potrebbe accadere, da Senatori nominati dai partiti”.

Lo ha detto oggi a Bassano del Grappa il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, intervenendo all’inaugurazione della nuova sede di Apindustria e partecipando a un confronto con il costituzionalista Mario Bertolissi, moderato dal direttore di Rete Veneta Luigi Bacialli, sul tema “Regioni e Ragioni, Riforma Costituzionale e Nuovo Rapporto Stato-Regioni”.

Una bocciatura senza appello, quella del Governatore del Veneto, per una riforma “che è – ha detto – l’ennesimo rattoppo a un sistema sbagliato, un ritorno a un centralismo deleterio, a un qualcosa che potrebbe funzionare solo se funzionasse Roma, ma Roma non funziona”.

“Dicono che in Senato siederanno i Governatori delle Regioni – ha aggiunto Zaia – ma qualcuno si è mai chiesto quanto tempo io dovrei sottrarre al lavoro per i cittadini veneti, o quanto reale impegno potrebbero profondere amministratori già impegnati giorno e notte per i loro territori? Non funziona, non funzionerà, così come è accaduto con le Province, che non sono state chiuse e verranno ribattezzate aree vaste, con i costi che rimangono e che non si sa su chi ricadranno”.

“Si aggrava – ha detto il Governatore – il centralismo giuridico e legislativo. Parliamoci chiaro, in un quadro come quello che ci si prospetta nemmeno Churchill e De Gasperi sarebbero riusciti a ricostruire i loro Paesi. L’Italia finirà di fatto paralizzata. Per questo ce ne dobbiamo andare in fretta, cominciando con un voto plebiscitario al referendum che faremo presto per l’autonomia del Veneto. Io l’avrei fatto anche prima di quello nazionale, ma non è stato possibile, perché ci sarebbero state contestate le spese. Ho dovuto chiedere formalmente l’election day, ho dovuto inviare al governo una diffida a rispondere e attendere la sua non risposta. Così il nostro referendum lo faremo dopo, spendendo 14 milioni di euro che avremmo risparmiato se Roma avesse usato il buon senso”.

“Siamo di fronte a due filosofie contrapposte – ha continuato Zaia – una visione centralista secondo la quale tutto ciò che viene fatto lontano da Roma è fatto male, e quella che ho sempre fatto mia di uno Stato moderno e federalista che porta i momenti decisionali vicino alla gente. La Costituzione Italiana – ha ricordato – nacque nello stesso periodo di quella tedesca. I nostri Padri costituenti erano chiaramente federalisti, ma è avvenuto il contrario. In Germania è nato uno Stato forte perché concretamente federale, da noi è successo l’inverso”.
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Zaia ha anche citato come “illuminante un recente intervento sulla stampa del Presidente Emerito della Corte Costituzionale De Siervo, dal quale si capisce bene l’assurdità di immaginare un asilo in Veneto che venga gestito da Roma, perché le materie che si vorrebbero riaccentrare sono proprio quelle più vicine alla gente a ai territori: la sanità, le politiche sociali, l’urbanistica, il paesaggio. Si prenda proprio la sanità – ha aggiunto – che, se ricentralizzata, non porterebbe la Calabria ai livelli di eccellenza di una Lombardia o di un Veneto, ma viceversa”.

“Ci devono anche spiegare – ha aggiunto infine Zaia – il motivo per il quale questa riforma sancisce che le Regioni a Statuto Speciale non vengano nemmeno sfiorate nelle loro competenze, se non attraverso un accordo con lo Stato (come la storiella del tacchino a Natale). L’unico risultato sarà che la Sicilia potrà continuare a sprecare liberamente, come nel caso del suo inutile esercito di forestali”.