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Nella nostra formazione di Veneti siamo passati attraverso diversi metodi educativi e abbiamo ascoltato, nelle nostre case, delle versioni bizzarre delle lingue straniere. In questo caso abbiamo voluto ricordare la pronuncia abbastanza diffusa, soprattutto fra gli anziani, di termini tedeschi. L’elenco sarebbe infinito. Ma ci piace ricordare i wurstel, termine che anche una persona acculturata a volte non sa pronunciare, la Volkswagen, tuttora uno scioglilingua per molti e lo yoghurt. La pronuncia di questi termini da parte degli anziani è spesso esilarante… Non ci inoltriamo nei termini inglesi, lo faremo. Spending review, jobs act, flat tax… l’economia è un vero dramma per chi ha sempre parlato in dialetto. Invitiamo i lettori a segnalarci le pronunce impossibili dei loro genitori o nonni…

Sono molti però i termini di origine tedesca che abbiamo venetizzato. Per esempio smalzh (grasso, burro). Da cui deriva smalzhàr o smaldhàr (togliere il grasso affiorato sul latte depositato al fresco in vista della preparazione del formaggio). La sgnapa (dal tedesco Schnaps). Dal tedesco Luder (carogna) forse deriva anche ludro (quasi intreducibile e sintetizzabile con ‘persona schifosa). Più comune è ‘slandrona’ (sgualdrina) che sembrerebbe derivare dalandern (gironzolare).
Non senza ricordare che il termine più diffuso, schei, deriva proprio dalla lingua tedesca. Ai tempi del regno Lombardo-Veneto (1815-1866), quando il Veneto si trovava sotto l’egemonia austriaca, erano in circolazione alcune monete su cui era riportata la scritta scheid.munz, abbreviazione del tedesco Scheidemünze cioè “moneta divisionale”. Questa veniva pronunciata popolarmente come schei.
La nostra pagina può avere il merito di salvare le spettacolari pronunce dei nostri avi. In una delle prossime puntate parleremo anche dei termini latini, soprattutto ecclesiastici, che venivano spesso pronunciati senza conoscerne esattamente il significato (dal ‘si quaeris’ al ‘requiem’)

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