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Sono decine i detti veneti sull’intelligenza, l’ignoranza, la saggezza e la monaggine. Mettendoli assieme ne esce un vademecum di vita che la solida e infallibile tradizione veneta rende quasi impeccabile.
Oltre al proverbio in copertina ve ne sono molti altri. Eccone alcuni… li avrete senz’altro sentiti pronunciare dai vostri nonni.
-La merda su lo scrano fa spusa e anca danno (la merda su uno scranno fa puzza e anche danno)

-Daghe da magnare a on vilan che dopo el te caga in man (dai da mangiare a un villano che poi ti defecherà in mano)

-Coi birbi el galantomo fà senpre la figura del cojon (con i furbi il galantuomo fa sempre la figura del coglione)

-I mona se conosse da due robe: dal parlare, quando che i dovaria tasére e dal tesére quando che i dovarìa parlare (facilmente traducibile)

-Ogni can mena la coa, ogni mona vol dire la soa (ogni cane mena la coda ed ogni mona vuole dire la sua)

-Quando che l’omo xe stimà el pole pissare in leto e dire che’l ga suà (quando un uomo è stimato, può pisciare a letto e dire che ha sudato)

E poi un paio sui preti
-Sbaglia anca el prete a dir messa…
-Vàrdate da prete, contadin, da comare, vizin e da aqua par confin (guardati dal prete, dal contadino, dalla comare, dal vicino e dall’acqua che hai per confine, vicina…)