sasinare
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Sasìn – Assassino. Quante volte i veneti hanno usato questo termine, senza accorgersi che quasi sempre lo usano con un’accezione diversa dall’Italiano. In Italiano assassino è un individuo che uccide qualcuno. Un omicida. Certo, anche in veneto ‘sasìn’ vuol dire omicida. Ma viene poco usato in questa accezione. Spesso addirittura asasìn o sasìn si usa in modo bonario (“te sì un asasìn”). Molto diffuso è il verbo sasìnare perché per i veneti significa ‘danneggiare’ in maniera definitiva un oggetto, rovinare, guastare.
Qualche esempio. “Dio … te me ghè sasìnà la bici”. “Gò sasinà el teefono”. “So andà a sciare a Asiago e me son sasinà el zenocio”.
Irma e Palmiro vanno in vacanza ad Eraclea. Piove per tre giorni di fila. Irma: “Sta piova de merda ne gà sasinà e vacanze
Usato come rimprovero nei vecchi e sani metodi educativi. Un bambino rompe un bicchiere e la nonna gli urla: “Sasìn!”.

Maria ha un piccolo giardino ma le piante muoiono tutte. Il marito con gli amici al Bar Borsa: “Me mojère xè rincojonìa, la ga sasinà e piante“.

ASSASSINO, ORIGINE…
La parola “assassino” si rifà al termine usato per identificare comunemente i Nizariti (gli Assassini, appunto), ovvero gli aderenti al movimento ismailita fondato da Ḥasan-i Ṣabbāḥ (Veglio della Montagna), che nell’Oriente islamico dell’età delle Crociate diede vita a una peculiare esperienza statuale ad Alamūt, nelle montagne dell’Iran centro-occidentale.
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Il nome assassino era usato nell’Occidente cristiano per designare i seguaci del veglio della montagna o gran maestro degli assassini, Ḥasan-i Ṣabbāḥ, l’Imam cui dovevano cieca obbedienza. Questa organizzazione fu una diramazione degli eretici musulmano-sciiti fondata dal persiano Hasan al-Sabbah il quale, dapprima sostenitore dei Fatimitiegiziani, divenne poi seguace di Nizar, fratello e rivale del loro capo, musta’li: egli, postosi alla testa degli ismailiti persiani, stabilì nel 1090 la propria base nella fortezza di Alamuta Nord/Est di Qazwin (Persia orientale), organizzando rigidamente la setta e combattendo con successo i sovrani musulmani ortodossi, specialmente i selgiuchidi.