Sale ancora la disoccupazione. A marzo del 2015 torna a superare il 43%. Sono questi i dati, tremendi, diffusi dall’Istat che indicano un aumento di 0,3 punti percentuali a quota 43,1%, dal 42,8% di febbraio. Nonostante i continui annunci del premier Renzi e delle renzine di turno, dopo il calo del mese di febbraio, a marzo 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,3% (-59 mila persone) rispetto al mese precedente, tornando sul livello dello scorso aprile. Il tasso di occupazione, pari al 55,5%, cala nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Ma non si era parlato di effetto job acts? Comparando il dato con il mese di marzo del 2014, l’occupazione è in calo dello 0,3% (-70 mila) e il tasso di occupazione di 0,1 punti. I disoccupati aumentano su base mensile dell’1,6% (+52 mila). L’entrata in vigore del Jobs Act, dunque, sembra non aver avuto effetti positivi sul tasso di disoccupazione. Secondo i tecnici Istat è presto per vedere gli effetti dei provvedimenti sul lavoro? Ma non era stato lo stesso governo a sbandierare come ‘benefico effetto’ il micro-dato che indicava un aumento di pochi occupati a gennaio?
Nel frattempo l’economia spagnola conferma la ripresa con una crescita dello 0,9% del Pil nel primo trimestre dell’anno, la maggiore dalla fine del 2007, secondo i dati diffusi oggi dall’Istituto Nazionale di Statistica. La crescita è del 2,6% rispetto alla stesso trimestre del 2014 e si confermano quasi due anni in espansione, dopo i due di recessione.

Prendono la palla al balzo i leader dell’opposizione cominciando dal segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: «Vorrei proprio sapere che cosa dice Renzi dei drammatici dati sulla disoccupazione diffusi dall’Istat… Lo chiedo a Renzi, Poletti, Alfano, alla vigilia della Festa del Lavoro» e ancora «Il dato della disoccupazione è drammatico e bisogna anche capire come mettere d’accordo la disoccupazione crescente con quelli che dicono che bisogna accogliere tutti quelli che arrivano via mare, non solo quelli che hanno diritto, ma tutti i migranti…». Per Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera, «i dati Istat appena usciti, molto preoccupanti sul piano della disoccupazione (e ancora più allarmanti sul piano di quella giovanile) mostrano che la “cura Renzi” non funziona. Spin e propaganda non bastano. Per questo, da mesi (da ultimo, la scorsa settimana con il nostro “Contro-Def”), noi Ricostruttori, insieme a Raffaele Fitto, proponiamo una ricetta alternativa: un vero e positivo choc-fiscale (una terapia di drastico taglio delle tasse), contro la logica degli “zero virgola”, che non porta l’Italia da nessuna parte». Rincara la dose il segretario nazionale della Cgil, Serena Sorrentino: «I dati dell’Istat sulla disoccupazione confermano ancora una volta che cancellare i diritti non crea lavoro».