Sarebbero 150 gli sportelli e 200 dipendenti tagliati in tutta Italia dal gruppo BPVI. Questo è il contenuto del piano industriale che Banca Popolare di Vicenza ha annunciato lo scorso 8 maggio alla delegazione sindacale Dircredito Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil che ha incontrato il responsabile bilancio e pianificazione della Banca Massimiliano Pellegrini. I tagli decorrerebbero dai prossimi mesi e sono finalizzati a contenere il deficit accumulato nell’annata 2014 quando Bpvi chiuse con 758 milioni di perdite e a rassicurare la Banca centrale europea che scrive da tempo sta effettuando indagini sull’istituto vicentino. In seguito alle indicazioni dell’autorità di vigilanza europea il mese scorso Bpvi decise la svalutazione delle proprie azioni passate da 62,5 a 48 euro.

 

In particolare Bce e Consob stanno indagando sull’istituto: la prima con due ispezioni di febbraio e aprile e la seconda con verifiche effettuate il 22 aprile. Sotto esame la procedura per fissare il prezzo delle azioni, la gestione degli ordini di vendita di queste ai clienti e la valutazione dell’adeguatezza dei loro investimenti. Il piano industriale che prevederebbe anche l’apertura soltanto al mattino di una sessantina di filiali in tutta Italia, sarà illustrato compiutamente martedì pomeriggio ai sindacati. intanto pare certo che Samuele Sorato, da sette anni direttore generale e da alcuni mesi consigliere delegato di Banca Popolare di Vicenza rassegnerà le dimissioni martedì nelle mani del consiglio di amministrazione dell’istituto. A provocare la decisione, che lo stesso Sorato non ha né confermato né smentito, motivazioni di carattere personale e ragioni “istituzionali”: La sua uscita di scena assieme a quella di componenti del cda di Veneto Banca potrebbe -secondo quanto riporta la Nazione- rimuovere ostacoli alla fusione fra i due istituiti di credito veneti da tempo in cantiere e finora mai realizzata. Ieri i sindacati hanno diramato un comunicato unitario, firmato dall’Organo di Coordinamento Gruppo BPVi, che riunisce le sigle Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl e Fisac-Cgil: «In data odierna le scriventi Organizzazioni Sindacali trattanti hanno incontrato i vertici del gruppo Banca Popolare di Vicenza per l’illustrazione del Piano Industriale 2015-17/19 improntato all’autonomia. Nella presentazione del piano è stata evidenziata la necessità di ridurre i costi anche tramite la chiusura di 150 filiali con conseguenti esuberi quantificati in circa 200 risorse (FTE)». «Le scriventi Organizzazioni Sindacali – prosegue la nota – si riservano di valutare più compiutamente questo progetto di riorganizzazione prestando particolare attenzione alle ricadute occupazionali, alla riduzione delle filiali ed alle prospettive delle partecipate, chiedendo sin da subito maggiore chiarezza sul futuro del gruppo BPVi alla luce dei dati e della documentazione che verranno forniti a partire da lunedì prossimo». Proprio sui rischio di licenziamenti i sindacati Fiba-Cisl e Fabi avevano espresso nei giorni scorsi forti preoccupazioni sulle prossime mosse della Banca Popolare di Vicenza, in vista della fusione BpVi-Veneto Banca.(fonte: La Nazione, Il Tirreno, Fiba-Cisl e Fabi).