Partiamo dai risultati elettorali. Luca Zaia fa il pieno di voti, ottiene una larga maggioranza in consiglio, doppia Alessandra Moretti. Nemmeno i sondaggi più nefasti la davano così bassa. Ecco il risultato
LUCA ZAIA: 50,1%
ALESSANDRA MORETTI: 22,8%
JACOPO BERTI: 11,9%
FLAVIO TOSI: 11,9%
ALESSIO MOROSIN: 2,5%
LAURA DI LUCIA COLETTI: 0,8%
Nessuno avrebbe previsto un risultato del genere. Il Partito Democratico, in piena ‘onda lunga’ Renzi, ottiene il peggior risultato del Centrosinistra in Veneto nella storia delle elezioni regionali. Entra in consiglio la torre di controllo del Movimento 5 Stelle, altro risultato storico e Tosi, nel trionfo di Zaia, si attesta sui sondaggi della vigilia. L’unica sconfitta appare Alessandra Moretti. Nella sua Vicenza (in genere un candidato dovrebbe avere maggior appeal nel territorio di provenienza), ottiene un misero 20,4%. Risultato peggiore solo a Treviso, la Marca di Zaia. Ma cosa ha sbagliato il Centrosinistra? Praticamente tutto.
SICUREZZA: di fronte alla campagna dura e battente di Salvini e di fronte alla criminalità dilagante, il PD ha dato l’idea di non saper formulare una risposta, di minimizzare il problema. Con il solito noioso refrain del ‘dobbiamo sederci attorno ad un tavolo’ e ‘dobbiamo puntare sull’integrazione’ ha dato l’idea di essere un partito impotente, senza idee, più concentrato sull’accusa di razzismo alla Lega che alla soluzione di un problema che, c’è poco da fare… esiste. Il Veneto (e lo testimonia la cronaca nera quotidiana) è saccheggiato da bande di ladri. L’immigrazione fuori controllo che nulla ha a che vedere con la pacifica immigrazione degli anni ’80 e ’90, che ha già prodotto una seconda generazione di studenti e famiglie pienamente integrate, sembra lasciata a se stessa, in attesa di risoluzioni europee che tarderanno a venire. Mentre le Polizie Locali sono orientate a elevare sanzioni al codice della strada per fare cassa… scippi, rapine, furti, furti con destrezza e con strappo sono sempre più frequenti. Non esiste la certezza della pena. Su questo tema il PD ha preferito puntare sul giovanilismo (che appare) inconcludente del leader Renzi. L’idea del radical chic che dal salotto di casa parla di ospitalità mentre la situazione è allo sbando, proposta quotidianamente da Salvini, è più che mai efficace.
FISCO: Inutile girarci attorno. Le tasse sono aumentate ed i Veneti lo sanno bene perché il portafoglio è un dato certo, incontestabile, immediatamente verificabile. Continuare a ripetere (sapendo di mentire) in TV che le tasse sono diminuite è apparso a molti elettori quasi offensivo. Tagliare i trasferimenti agli enti locali, prosciugando le casse di Comuni virtuosi che non possono spendere più un quattrino perché legati dal Patto di Stabilità e sono costretti ad aumentare la tassazione locale significa semplicemente “aumentare le tasse”.
TAGLI AGLI SPRECHI: Mentre la Moretti era concentrata a parlare degli sprechi Veneti, nessun riferimento al fatto che la spesa pubblica nazionale non è stata scalfita di un centesimo. Dirlo ai Veneti è stato un errore micidiale. 800 miliardi di spesa pubblica sono rimasti tali. Punto.
SCELTA DEL CANDIDATO E GAFFES: La scelta di Alessandra Moretti è apparsa semplicemente come ‘sbagliata’. Di certo la candidata democratica ci ha messo molto impegno, ha girato tutti i Comuni. Ma la sua ascesa politica quasi improvvisa e quelli che sono apparsi come salti della quaglia (da portavoce di Bersani a Renziana di Ferro) non hanno giovato. La micidiale intervista sull’estetista diventata virale l’ha praticamente schiantata.
Aggiungiamo la scenetta mal recitata del viaggio in auto con Renzi dopo la visita del premier a Vicenza, in direzione della Diesel di Renzi Rosso ha aggiunto carne al fuoco ed alimentato un fastidio generalizzato.


SINISTRA STORICA: C’è poco da fare. Il PD è nato dall’unione di ex DC e ed DS. Dove è finita la componente di sinistra? Ha completamente perso identità, comunicando spesso il proprio malessere ma votando sempre le risoluzioni del Governo. All’elettore è apparso come un atteggiamento debole se non opportunista. Anche nelle zone tradizionalmente rosse del Veneto, il raggruppamento pro-Moretti ha fallito miseramente.
80 EURO: e infine gli 80 euro. In Veneto sono concepiti come una tassa che le partite IVA devono pagare a chi uno stipendio ce l’ha già. Una ulteriore tassa per chi non arriva a fine mese, oberato da tasso di fiscalità e burocrazia bizantini.
Risultato? Zaia ha depilato il Veneto. Ha tolto ogni dubbio sull’umore degli elettori. La base del Centrosinistra ha votato un leghista. Qui ci fermiamo, perché l’elenco sarebbe infinito…