E la storia continua… a 65 anni dalla morte in piazzale Loreto di Benito Mussolini, i discendenti si mettono nei guai. Non per qualche azione bellica ma per… danneggiamento aggravato. E’ successo a Pontebba in provincia di Udine dove è stato denunciato un pronipote del Duce, Davide Fabbri, di 49 anni, romagnolo residente a Cervia e discendente di Benito Mussolini per parte di madre. Noto anche per la sua instancabile attività social e per la sua partecipazione all’isola dei Famosi con il nome di Vikingo. Il suo passo falso è stato quello di utilizzare i social (Twitter e Facebook) lo scorso mese di novembre e postare: “Questa frase l’ho scritta io”. Aveva scritto “Per un mondo più pulito torna in vita zio Benito!” sul muro della canonica della parrocchia di San Leopoldo, a Pontebba. La frase fu poi cancellata dal personale del Comune friulano. I carabinieri della Stazione di Pontebba lo hanno denunciato per il reato di danneggiamento aggravato. Una denuncia annunciata, visto che poco dopo l’episodio, fu lo stesso Fabbri, praticamente, a denunciarsi.


Come dichiarò al Messaggero Veneto dopo l’accaduto, scrisse sui social di essere l’autore «Per evitare che siano coinvolte altre persone che non centrano nulla» e ancora «La frase l’ho scritta durante una sosta dagli amici in Valcanale che mi hanno informato su quanto sta accadendo a Pontebba, mentre ero in viaggio dall’Ungheria, dove vive mia figlia, per raggiungere Gorizia, dove, sabato scorso volevo partecipare a una manifestazione con il fine di evidenziare il problema degli arrivi di immigrati, ma che non si è potuta svolgere perché non è stata autorizzata dalle autorità. E ancora non capisco il perché del diniego.
Ho fatto anche un esposto alla procura – aggiunge –, per segnalare la gravità della situazione che potrebbe precipitare ai confini d’Italia, in quanto nel soggiorno in Ungheria ho assistito a programmi televisivi dove, a chi si preoccupava del fatto che elevare muri sulla rotta balcanica avrebbe comportato come conseguenza il mettere a repentaglio la vita di donne e bambini, è stato risposto che una chiusura, invece, non comporterebbe trauma alcuno, ma solamente un cambiamento d’itinerario, ossia di meta, l’Italia, perché è nel Bel paese che ora vogliono andare. È una eventualità che si potrebbe verificare a breve».
Fabbri è nipote di Mussolini dalla parte di Donna Rachele Guidi ch’era anche la madrina di sua madre.
La scritta era comparsa su di un edificio che, una volta ristrutturato potrebbe ospitare alcuni immigrati minorenni, grazie anche alla disponibilità del parroco e della Caritas.

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