matrigna

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La fiaba di Cenerentola si ripete all’infinito. E questa volta va in scena in provincia di Pordenone dove la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta e iscritto nel registro degli indagati un 63 enne e la sua compagna 29 enne. La donna avrebbe costretto la ragazzina ad eseguire lavori domestici faticosi e l’avrebbe sottoposta a severe punizioni sotto l’occhio ‘sbadato’ del padre. Il racconto della ragazzina è stato vagliato attentamente dalla Procura e si è deciso di procedere tanto da configurare l’accusa di maltrattamenti gravi. Nei guai anche il padre che non avrebbe impedito alla compagna di maltrattare la figlia. Per i due è stato chiesto quindi il rinvio a giudizio e il prossimo 12 ottobre il gup Roberta Bolzoni, nell’udienza preliminare, valuterà il procedimento penale e le richieste della difesa. Per la ragazzina invece è stato nominato un tutore. Angherie e maltrattamenti sarebbero andati avanti per diversi anni. La ragazzina, che a suo tempo è stata sentita attraverso un’audizione protetta, ha raccontato che tra il 2008 e il settembre 2015 la matrigna l’avrebbe costretta a fare lavori di casa pesanti.

Ha detto di essere stata più volte picchiata: sberle, ma anche percosse con una cintura. E che per punizione le veniva impedito di uscire di casa anche per diversi giorni.
Il racconto della quattordicenne avrebbe trovato conferme anche nelle testimonianze di alcune persone che erano a conoscenza delle sofferenze della ragazzina.