Non si tratta del riconoscimento di uno stato ma è un atto più che simbolico che farà discutere. Il “Governo nasionae” veneto è stato ammesso a partecipare ad una conferenza delle Nazioni Unite organizzata a Ginevra.
Ai primi di dicembre una delegazione del “Governo Nasionae Veneto del popolo Veneto” ha partecipato in Svizzera al ‘Forum on business and human rights’ organizzato dall’Onu”. Il presidente del ‘Governo’ Gabriele De Pieri dichiara: “Stiamo procedendo con il nostro percorso giuridico, non politico, e ci porterà all’auto-determinazione e al riconoscimento del popolo veneto. Ad oggi abbiamo già raccolto oltre 20.000 adesioni di persone che si sono iscritte all’anagrafe storica del popolo Veneto, dalle nostre terre ma anche da Canada, Stati Uniti, Belgio, Francia, Germania, Istria, Australia”.
Hanno una loro carta d’identità, una patente e addirittura le targhe, non si riconoscono nello Stato italiano in base al diritto di autodeterminazione ma al momento non siamo tenuti a rinunciare alla cittadinanza italiana. “Quando otterremo il riconoscimento ufficiale da parte dell’Onu -aggiunge De Pieri- potremo decidere in libertà quale cittadinanza scegliere, italiana o veneta”.
A Ginevra i venetisti hanno anche depositato una serie di documenti (tutti, naturalmente, in lingua veneta) relativi alla storia della Regione: la dichiarazione di sovranità e appartenenza del popolo Veneto, l’anagrafe storica e una copia della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo approvata dall’Onu il 10 dicembre 1948.