alessandro michele gucci
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Gucci.com propone un’interessante intervista ad Alessandro Michele, nominato direttore creativo di Gucci a febbraio 2015.

Michele ha portato il suo nuovo e contemporaneo punto di vista nella maison Gucci. La sua è una moda improntata sull’individuo – eclettica, attuale, audace. Ecco l’intervista fatta ad Alessandro.
Hai dichiarato ad American Vogue che stai cercando di creare “una piccola rivoluzione” all’interno di Gucci. Che cosa significa questo per te?

Sto cercando di imporre un nuovo linguaggio, un modo diverso per parlare di bellezza e dell’essere sexy, che per me è una parola vecchia. Oggi è la sensualità che conta. Credo che abbiamo tutti bisogno di sognare e mi piace l’idea di un certo tipo di romanticismo sognatore – qualcosa di pressoché cinematografico.

Per la Collezione Donna Autunno Inverno 2015, hai citato il filosofo italiano Giorgio Agamben. Quali sono le affinità tra le sue opere e il tuo approccio creativo?

Credo fermamente nella sua idea per cui, al fine di capire in profondità la contemporaneità, non è necessario identificarsi pienamente con il proprio tempo, né con le sue pretese o i suoi codici. Con la collezione Autunno Inverno ho cercato di esplorare il mondo attraverso questa disconnessione, e invece di limitarmi a narrare il presente ho cercato di identificare il confine tra quello che non ci sarà più e quello che non c’è ancora.

Donne in tailleur. Uomini in camicie di pizzo. Cos’è che guida il tuo approccio fluido all’abbigliamento?

Oggi, camminando per le strade di qualsiasi città del mondo, grande o piccola che sia, ci si rende conto che esiste una sorta di straordinaria anarchia che caratterizza i giovani, anzi a dire il vero le persone di ogni età. Le mie collezioni riflettono ciò che sta accadendo intorno a noi: una forte affermazione di libertà al di là delle imposizioni, delle classificazioni e delle etichette.

Quindi secondo te la moda è, innanzitutto, una forma di espressione individuale?

Quando ho iniziato a lavorare alla prima collezione non mi sono soffermato sulla moda ma sullo stile, e l’ho sviluppata intorno all’idea di individualità. Il modo in cui ci si veste riflette le emozioni, lo stile di vita, le interpretazioni e le scelte personali. Questo è il contributo che voglio portare in Gucci.

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La storia di Gucci è lunga e di vasta portata. Puoi descrivere il tuo rapporto con il marchio e i suoi codici?

Ho passato più di 13 anni negli uffici stile di Gucci e nella mia nuova veste volevo trovare un’idea di bellezza che fosse adatta a un marchio storico ed eccezionale come questo. Mi piace lavorare con i “simboli pop” dell’azienda: il logo GG, il dettaglio Web a righe verde e rosso, il morsetto. Si tratta di elementi preziosi – cimeli – a cui voglio dare uno stile estremamente moderno. Lavoro con diversi simboli per mescolare passato e presente. Per me il futuro è ora.