expo profughi
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Dal primo di settembre un gruppo di circa 150 rifugiati sarà accolto nel campo base di Expo, la struttura a un paio di chilometri dall’ area dell’esposizione dove erano ospitati gli operai durante la costruzione del sito.
    Il sindaco di Milano Giuseppe Sala lo ha spiegato al termine di un vertice con il prefetto Alessandro Marangoni e il capo Dipartimento Immigrazione del Viminale Mario Morcone.
    All’ipotesi si è sempre detto contrario il presidente della Lombardia Roberto Maroni. “Se ne faccia una ragione – ha commentato il sindaco – perché noi ce li metteremo. Oppure deve avere la capacita di fare sì che si riequilibri questa differenza fra Milano e la altre città. Ho qualche dubbio che sia in condizione di portarci via dei migranti e distribuirli come sarebbe corretto sulle altre città di regione Lombardia”. Saranno 150 i primi profughi che varcheranno la soglia del villaggio di Rho, a un paio di chilometri dall’area in cui è stata realizzata l’Esposizione Universale.
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LA PROTESTA di MARONI

Acceso il confronto politico con il presidente della Regione, Roberto Maroni, nettamente contrario a questa ipotesi. Maroni, poco prima, dai microfoni di Radio 24 aveva ribadito la propria netta contrarietà: «Resteranno lì due o tre anni, non due o tre mesi. Questo sito, invece, vogliamo che diventi il simbolo della ricerca biomedica — aveva spiegato il governatore lombardo —, un posto capace di attrarre investitori internazionali, un luogo che faccia di Milano una capitale del mondo». Secca la risposta di Sala: «Se ne faccia una ragione perché noi ce li metteremo. Oppure deve avere la capacità di fare sì che si riequilibri questa differenza fra Milano e le altre città. Ho qualche dubbio, però, che sia in condizione di portarci via dei migranti e distribuirli, come sarebbe corretto, sulle altre città della Lombardia».