icelandic phallological museum museo del pene



L’Icelandic Phallological Museum (Reykjavik) era nato come una specie di scherzo, ma nel tempo è… cresciuto, molto più di quanto pensasse il suo creatore, Sigurour Hjartarson. Non solo, nelle sue sale arrivano nuovi esemplari da tutto il mondo. “Tanto per cominciare, era solo uno scherzo, ma quando mi sono reso conto che questo poteva essere una buona e seria iniziativa, ho lavorato molto, migliorandolo fino a farlo diventare una grande realtà”, ha dichiarato Hjartarson in “The Dickumentary”, un documentario sui peni disponibili in vendita e noleggio diffuso tramite Vimeo. Hjartarson, 72, ha iniziato a collezionare ‘peni’ già da bambino. “Quando ero un bambino piccolo, mi è stato dato il pene di un toro da usare come una frusta, per governare le mucche al pascolo. Dopo quel primo esemplare, alcuni miei amici hanno cominciato portarmi peni da una stazione baleniera vicina. “Quel primo pene di toro è una parte importante del museo, che ha aperto ufficialmente a Reykjavik nel 1997. Attualmente nella sede vi sono più di 300 esemplari di organi genitali maschili, interi o parziali, appartenenti ad oltre 93 animali diversi, che variano nel formato da una lunghezza di 2 millimetri (appartenente ad un criceto) a sei piedi (balena).

“Abbiamo 19 grandi famiglie di mammiferi nel mondo” ha detto. “In otto di queste specie è presente un osso nell’organo genitale maschile. Questa è una cosa che la gente in genere non sa. In alcuni topi è di dimensioni microscopiche (solo due millimetri circa) eppure in questo piccolo pene è presente un osso. Ma funziona! E questi animali sono molto fertili, come ben sapete. E’ evidente che la dimensione non è tutto, come agli uomini o alle donne piace pensare”.

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