jesolo messa
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JESOLO – VIOLENTA LITE TRA MERETRICI PER ACCAPARRARSI IL “POSTO” MIGLIORE. INTERVIENE LA POLIZIA DI STATO
Il mercato del sesso non conosce crisi e avere un posto di vantaggio per una prostituta è purtroppo fondamentale. Purtroppo perché è un mondo che vive nell’illegalità e molto spesso le stesse prostitute sono oggetto di sfruttamento. Ciò che è successo ieri a Jesolo ha dell’incredibile. Ecco il resoconto della Polizia di Stato.
Ieri sera, verso le ore 23.30, a Jesolo, in Via Roma Destra, all’incrocio con Via Aleardi, una prostituta V.A.B. del 1995, ungherese, appena arrivata in strada ha appurato che sul suo “posto” si stavano prostituendo 2 ragazze, L.L., ungherese, del 1996, e V.V., ungherese, del 1993.
Appena si è avvicinata alle due ragazze queste le hanno detto “…o te ne vai o ti ammazziamo, questo è il nostro posto vattene… se ti vediamo ancora qua ti ammazziamo…”.
A quel punto V.A.B impaurita si è spostata in cerca di aiuto di una sua connazionale KK.., ungherese, 1987, anch’essa dedita al meretricio.
In quel frangente, con la coda dell’occhio, V.A.B ha visto anche, seduto nelle vicinanze, un suo connazionale di sesso maschile L.J., del 1975, ungherese.
L.J.,del 1975, ungherese, appena ha visto V.A.B si è lanciato contro gridandole “…sparisci….ti ammazzo….questo è il mio posto…”
V.A.B unitamente alla sua amica e collega K.K., del 1987, ungherese, si sono avvicinate all’uomo cercando di calmarlo e cercando di trovare una soluzione per i posti in strada, ma L.J. non ne ha voluto sapere insistendo sul posto continuando a minacciarle.
Nel frattempo V.A.B riesce a chiamare il “113” ed il proprio compagno L.N., del 1983, ungherese, che giunge sul posto dopo poco per dare manforte alla propria compagna.
Nella circostanza L.J. appena si è reso conto che la donna aveva chiamato L.N. gli si è avvicinato con un coltello in mano minacciandola di ucciderla.
Poco dopo è arrivato L.N. e altre 6 meretrici sue connazionali in difesa di V.A.B che in quel momento era vittima di un’aggressione da parte delle due donne che le avevano preso il posto in strada, che la stavano picchiando con sberle e pugni e calci e che le tiravano i capelli e del loro amico L.J. che con un cacciavite l’ha attinta al corpo, mano e ginocchio, con due fendenti.
Nell’occasione ne nasceva una discussione animata tra i due uomini che però veniva sedata grazie all’intervento di due Volanti del Commissariato e di quattro pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Milano, giunte sul posto.
Mentre la Polizia controlla le persone presenti, sopraggiunge una BMW blu scuro con targa romena che viene fermata in quanto vi erano sospetti che fosse coinvolto in illecite attività con le meretrici.
Il conducente della vettura, M.S. di anni 35, romeno, veniva perquisito così come veniva perquisita la vettura in cui si rinveniva una pistola con tappo rosso tipo beretta 98, di colore nero, un manganello in ferro con rientro del bastone , un dispositivo per neutralizzare l’antitaccheggio (di quelli che utilizzano i negozianti per rimuovere la polacca antitaccheggio sulla merce) e una potente calamita, che viene utilizzata per aprire le porte blindate. A terra la Volante rinveniva un coltello da cucina, un cacciavite e lo spray a peperoncino che le due donne, V.V e L.L. e L.J. avevano gettato a terra all’arrivo della Polizia.
Le nove prostitute ungheresi e i tre uomini vengono accompagnati presso il commissariato dove venivano sottoposto ad una più accurata perquisizione personale.
In ausilio alle operazioni di perquisizione nei confronti delle meretrici si rendeva disponibile personale di sesso femminile in forza alla Tenenza della Guardia di Finanza di Jesolo.

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L’indagine veniva immediatamente attivata dal personale della Squadra Mobile, Sezione Antiprostituzione, unitamente a quello del personale anticrimine del commissariato che ricevevano la denuncia querela da parte della V.A.B. che ricorreva anche alle cure mediche presso il pronto soccorso di jesolo dove le riscontravano ferite da taglio e contusioni guaribili in 6 giorni.
V.A.B. veniva inoltre sottoposta ad individuazione fotografica dove riconosceva senza ombra di dubbio V.V e L.L. e L.J. come gli autori dell’aggressione.
Sicché V.V., L.L. e L.J. sono stati denunciati in stato di libertà, in concorso, di lesioni personali aggravate e di minaccia aggravata ai danni di V.A.B.
M.C. veniva denunciato in stato di libertà per Porto di armi od oggetti atti ad offendere ex art. 4 L. 110 del 1975.
Il Questore di Venezia, ha emesso nei confronti delle nove meretrici e dei tre uomini fermati la misura del foglio di via obbligatorio dal Comune di Jesolo, per due anni