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Il DMV (dipartimento dei veicoli a motore statunitense, simile alla nostra motorizzazione) deve averlo proprio infastidito. Lo scorso 11 dicembre Nick Stafford, è andato a pagare quanto doveva spingendo ben cinque carriole piene di monete verso la sede del DMV di Lebanon, in Virginia (nella foto pubblicata nella sua pagina facebook le monete prima del pagamento).
Stafford, che è stato in lotta con DMV per mesi, ha deciso di pagare 2,987.14 dollari di tasse sulla sua auto con 298.745 centesimi. La macchina di conteggio della moneta automatizzata della struttura non è stata in grado di gestire il carico, e gli impiegati sono stati costretti a contare i 1.548 chili di monetine a mano. Stafford ha detto che è arrivato al DMV alle 09:00 di mattina e il personale è stato costretto a contare fino a giovedì mattina.
Il tutto derivava da un rancore di lunga data contro l’ufficio in questione.
Stafford ha scritto sul suo sito web. “Nel 2016 ho pagato quasi $ 300.000 solo di imposte statali e federali sul reddito e ho tolleranza zero per qualsiasi impiegato del governo che si rifiuta di seguire le leggi del Commonwealth”.
Nel mese di settembre, Stafford ha provato a chiamare il DMV locale per porre quella che lui chiama una “30 second question” (domanda di soli 30 secondi) su dove registrare la sua auto e pagare l’imposta sulle vendite, dal momento che possiede più case in zona.

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Il numero di telefono indicato nel sito lo ha messo in attesa per più di un’ora. E’ stato costretto a fare un Freedom of Information Act per avere finalmente il numero. Quando Stafford poi ha avuto il contatto ed ha chiamato, la persona che ha risposto gli ha detto che non era permesso chiamare quel numero ed ha chiuso la telefonata. Ha chiamato lo stesso numero più volte fino ad avere una risposta. Successivamente è stato costretto a chiedere svariate volte i numeri non pubblici dei diversi uffici del DMV fino a che non ha citato in tribunale due dipendenti e il DMV di Lebanon, perdendole e perdendo, ovviamente centinaia di dollari. Da qui la vendetta.
“Penso che la spina dorsale per la nostra Repubblica e della nostra democrazia -ha detto- sia un governo aperto e trasparente”