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STRAMUSON (stramusòn): Termine molto diffuso in tutto il territorio in cui si parla veneto. Indica violenta sberla che ha la capacità di piegare il viso della persona colpita, oltre che di intontire la vittima. Usato molto spesso come tecnica educativa qualche anno fa, anche dai maestri elementari. Se utilizzata adesso, avrebbe come conseguenza l’arresto del docente o un’esemplare esecuzione nella pubblica piazza. Per quanto molte persone auspichino il ritorno dello stramusone come azione educativa, vista anche la diffusa propensione dei bambini e ragazzini a comportarsi in modo capriccioso, consapevoli di essere accontentati da genitori lobotomizzati (e acquisendo di fatto lo status di bimbiminchia), non sembra possibile una sua ripresa. La tendenza dei bambini contemporanei a pretendere la soddisfazione delle proprie esigenze non sembra possa far orientare l’educazione verso questi antichi metodi ma a mantenerla su un piano di pressoché totale condiscendenza.


Lo stramusone è, tuttavia, praticato qualche volta nelle liti più accese, nei contrasti domestici soprattutto fra fratelli, nelle risse (per esempio negli scontri fra i tifosi del Vicenza e del Verona). Esempi di utilizzo: daghe un stramusòn! te ciapo a stramusòni! a quelo lì ghe vorìa du stramusoni nel muso, Renzi gà na facia da stramusòni

Diffusi anche i termine ‘baretòn’, ‘papìna’, ‘sberlòn’, ‘s-ciafòn’. Spesso usati nel comune argomentare, non vengono quasi mai esplicitati in azioni.

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