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La Procura ha chiesto l’archiviazione per il reato di apologia del fascismo, ma Gianni Scarpa, il gestore della spiaggia di Chioggia con le foto del Duce, ha perso il posto. La società Summertine, concessionaria del tratto di arenile di ‘Playa Punta Canna’, non ha rinnovato il contratto stagionale con l’uomo, scaduto il 30 settembre, e gli ha dato il benservito. Scarpa la prende con filosofia: “Ho tre proposte, qui a Sottomarina e mi hanno cercato anche dalla Romagna, ho visitato degli stabilimenti molto belli a Rimini”. La Nuova Venezia riporta però anche altre dichiarazioni riferendo che l’ex gestore intende presentare querele nei confronti dei giornalisti che avrebbero descritto la spiaggia in modo distorto. «Quella spiaggia l’ho creata io, me ne sono sempre occupato io, non può finire così».
La spiaggia era balzata agli onori delle cronache dopo che qualcuno (dopo anni) si era accorto che vi erano simboli fascisti. A parlarne fu Repubblica in un articolo. Ne seguì la rimozione dei cartelli e di tutti i riferimenti al fascismo imposti dalla prefettura.
«Abbiamo preso questa scelta per la serenità della società», ha spiegato Davide Delle Donne, amministratore della Summertime, «anche se alla fine anche la richiesta di archiviazione della procura dimostra che si è fatto molto rumore per nulla. (continua)
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Sull’episodio era intervenuto anche il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, con un post: “Indagato per ‘apologia di fascismo’ Gianni Scarpa, titolare dello stabilimento balneare Punta Canna di Chioggia. Pazzesco. Lasciate lavorare in pace la gente! Con assassini, spacciatori e clandestini a spasso, lo “stato italiano” processa le idee. Mettendomi a disposizione di Gianni per un’eventuale difesa legale, mi viene voglia di andare a trovarlo a Chioggia”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, su Facebook, concludendo il post con gli hashtag #pdacasa e #leideenonsiprocessano”.