gioco d'azzardo

Malati di gioco senza limite, senza alcuna barriera, portati a ‘rubare’ soldi anche ai famigliari pur di soddisfare il proprio vizio. A Mestre un giovane di 19 anni è arrivato al punto di rubare la carta di credito del padre e perdere, in una sola notte, 70 mila euro. La storia è stata raccontata dall’associazione “Gruppo giocatori anonimi”, che collabora per combattere le dipendenze dal gioco d’azzardo. Una serata come tante, una famiglia normale che va a letto alle 23, ignara di quello che sta per accadere.Loro figlio, diciannove anni, nella notte, sottrae la carta di credito del padre; si era copiato i codici qualche giorno prima. Si iscrive in uno dei tanti (troppi) siti per il poker online e inizia a perdere. Ed ancora a perdere, perdere e perdere. Settanta mila euro andati in fumo, nel gioco d’azzardo.

 

La mattina dopo per la famiglia è una giornata tragica. Il padre si rende conto, visti i numerosi messaggi arrivatigli sul cellulare, che sono stati spesi tutti quei soldi. All’inizio pensa ad una truffa, ma poi il ragazzo confessa e scoppia in lacrime. Rimproveri e schiaffoni non servono a nulla, capisce il genitore. Suo figlio, quello in cui aveva riposto speranze per il futuro, va aiutato a guarire. Perché, come suggeriscono i gruppi esperti in ludopatia, in situazioni così al limite e gravi si può anche arrivare al suicidio…

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