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I governatori regionali di Liguria, Lombardia e Veneto “non riconoscono le quote e le modalità di assunzione a essi attribuite”. Con questo preambolo Giovanni Toti, Roberto Maroni e Luca Zaia si rivolgono al governo dopo il primo degli incontri trilaterali dei governatori di centrodestra. Si tratta di “proposte concrete al premier Matteo Renzi per risolvere l’emergenza e il problema immigrati”. Sono nove i punti. Dichiarazione di stato di emergenza per inquadrare “correttamente il fenomeno immigrazione che non deve essere gestito come evento ordinario ma emergenziale”; blocco dei flussi alla partenza, meditando “la creazione di centri di prima accoglienza nei paesi del Nord Africa”; promozione di accordi bilaterali con i paesi di origine per i rimpatri. Sono questi i primi tre punti sottoposti al governo.
«I 9 punti del documento (la Carta di Genova ndr) che abbiamo sottoscritto oggi sono tutti di buon senso e partono dalla considerazione che i governi regionali qui convenuti non riconoscono le quote ad essi attribuite: c’è stata una sola riunione in cui si è fatto il punto con il governo sui migranti, dopodichè quella situazione si è aggiornata, alla luce della drammaticità degli sbarchi, senza che le Regioni siano state minimamente coinvolte e men che meno potessero esprimere un parere» ha detto Giovanni Toti, governatore della Liguria.
«Queste proposte non vogliono essere un tema di scontro politico o una provocazione ma sono proposte serie e noi ci crediamo. Ci auguriamo che il governo, che fino ad oggi ha avuto un approccio più ideologico a partire da tema delle identificazioni, voglia tenere in considerazione questo documento».
«Oggi da Genova – ha aggiunto il presidente Toti – parte il primo di una serie di incontri istituzionali, perché qui c’è l’amministrazione di centrodestra più giovane delle tre e quindi questo incontro è anche un riconoscimento di un anno di lavoro intenso e di collaborazioni istituzionali che abbiamo avuto con Lombardia e Veneto che ci hanno sostenuto in questo anno di amministrazione. Alla giornata di oggi – ha concluso Toti – seguiranno altri appuntamenti: venerdì a margine del grande raduno della Lega Nord a Pontida parleremo di Europa e a metà ottobre ci rivedremo in Veneto per parlare di conti pubblici e economia».

Maroni: «La cooperazione con Toti e Zaia ci porta lontano»
Secondo il governatore della Lombardia, sui temi dell’immigrazione ci sono tante soluzioni che «il governo non adotta» e sulle quali i presidenti di Lombardia, Liguria e Veneto intendono collaborare; Maroni ha sottolineato che quello di oggi è un inizio di un lavoro che «porterà lontano», poi rispondendo ai giornalisti ha detto che molte cose uniscono le 3 regioni, oltre alla guida istituzionale e alla maggioranza politica e ha fatto riferimento al giuramento di Pontida il 16 settembre, cui parteciperà anche il governatore ligure.

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Zaia: «Il governo non sia il tour operator dell’Africa»
Il governo non diventi «il tour operator dell’Africa intera»: questa, invece, la sollecitazione venuta da Luca Zaia, governatore del Veneto, prima del vertice trilaterale con i colleghi. Ancora:«Abbiamo la volontà di dimostrare al governo che ci sono soluzioni, visto che non abbiamo l’abitudine di abbaiare alla Luna» ha detto Zaia, sottolineando che quest’anno si chiuderà con «il triste bilancio» di 300mila arrivi, «dei quali due terzi non profughi».

Secondo Zaia questo è dovuto al «messaggio che il governo sta mandando», visto che, lui dice, su 3 immigrati, 2 non sono profughi: «Vuole dire che il messaggio che si sta dando è “venite in Italia che non c’è nessun problema”, cosa che in altri paesi del Mediterraneo non avviene».

Zaia ha osservato che in Veneto ci sono 517mila migranti, l’11% della popolazione, e sono persone «integrate», invece «non vogliamo avere nulla a che fare con chi viene da noi senza voler lavorare e soprattutto senza rispettare le regole».

Immediata la risposta della sinistra. «Avrei voluto commentare il vertice fra Toti, Maroni e Zaia sull’immigrazione che si è tenuto questa mattina a Genova, discutendo nel merito le proposte che i tre presidenti di Regione intendono fare al Governo sul tema dei profughi e su ciò che possono fare insieme queste tre amministrazioni. Ma visto che è difficile ribattere sul niente, ho preferito lasciar perdere. Dall’incontro di oggi infatti non è uscito nulla», dice la capogruppo Pd Raffaella Paita.