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Clima caldissimo ad Oderzo (Treviso) dove i profughi ospitati alla caserma Zanusso,nella struttura gestita da Ecofficina, hanno inscenato un’animata protesta. Venerdì mattina è scattata la protesta. I profughi si lamentano perché stipati in 250 in una struttura che potrebbe accoglierne 150. Lamentano poco cibo, un solo abito a testa e di venire stipati dentro i tendoni con un caldo infernale.
Un centinaio di richiedenti ha manifestato chiedendo un altro alloggio. La prefettura risponde che «saranno valutate secondo i criteri generali in uso per i richiedenti asilo. Presso l’ex caserma Zanusso – precisa nella nota la prefettura – sono stati garantiti i necessari controlli da parte delle forze dell’ordine, a seguito dei quali è emerso che le richieste sono state avanzate in un cointesto pacifico e che non si sono verificati episodi di tensione né disagi, o disordini di alcun genere».
Interviene il presidente del Veneto, Luca Zaia, le proteste dei richiedenti asilo all’ex caserma `Zanusso´ di Oderzo (Treviso) sono una «atto di inciviltà nei confronti delle comunità locali. Non può essere questo l’effetto dell’ospitalità e dell’accoglienza». «Con tutta la disponibilità ed il rispetto che possiamo e dobbiamo avere per una persona che scappa dalla morte e dalla fame – rileva Zaia – ci aspettiamo, tuttavia, che chi dovrebbe godere dello status di rifugiato venga qui a ringraziare e non a protestare, creando disordini e disagio. Le comunità ospitanti vanno rispettate e non calpestate con veri e propri atti di inciviltà come quelli che stiamo vedendo in queste ore a Oderzo».

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