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E’ troppo giovane per ricevere la pensione. Troppo vecchio o meglio, malato, per lavorare. Nel frattempo lo Stato si è dimenticato di lui. Difficile in questi casi non confrontare il suo caso con quello di migliaia di stranieri che approdano nel nostro Paese e per il solo motivo di dichiararsi profughi di guerra hanno diritto a vitto e alloggio. In sostanza siamo arrivati a quello che molti temevano, una guerra tra poveri che sta guastando gli animi a tutti, mentre migliaia di radical chic da salotto pontificano sul dovere di aiutare il prossimo. Il protagonista della triste vicenda è Adriano Montellato, 50 enne trevigiano costretto a vivere in strada, perché ritenuto troppo giovane per ricevere la pensione.
Lavorava come operaio a contratto per la Permasteelisa, multinazionale delle costruzioni, girava il mondo, viveva dignitosamente fino a che una grave malattia lo ha letteralmente azzerato. Semplicemente non esiste più. Per 32 anni ha pagato i contributi ma non è sufficiente perché possa usufruirne in un momento di difficoltà. Ha perso ogni cosa. Per un paio d’anni, come racconta il Gazzettino, ha vissuto si una panchina della stazione dei treni di Treviso. Ora è riuscito a trovare una sistemazione a palazzo Moretti. In tasca solo una piccola pensione di invalidità che ovviamente non gli consente di affrontare la vita di tutti i giorni.

Eppure Montellato, visti i numerosi contributi pagati dovrebbe avere una pensione vera e propria. E invece no, nemmeno un euro. È ancora troppo giovane per ricevere l’assegno dell’Inps. Ma il 50enne ci spera e racconta: “Mi hanno detto che forse tra un po’ mi danno qualcosa mi auguro che la situazione possa sbloccarsi presto”.