modi per morire in veneto




Il veneto imbruttito

ARIA. Respirate ampie boccate d’aria urbana. Se non quella urbana basta anche qualche bel respiro nelle periferie industriali o qualche cittadina del profondo Veneto. Diversi distretti industriali offrono variopinte possibilità di assunzione di sostanze tossiche. Dai solventi del distretto conciario di Vicenza alle acciaierie disseminate nel territorio a fianco di città importanti, dal petrolchimico allo smog persistente delle auto. Nella classifica nazionale per inquinamento di polveri sottili le province venete sono ai vertici.

STRADE-AUTOSTRADE. Provate a percorrere indenni la Statale 11 padana Superiore. Se amate la campagna esiste anche la statale Padana inferiore, che, per intendersi, attraversa le basse. L’A22 del Brennero nei momenti di maggior traffico (esodi) la A14 Padova-Bologna, la Romea da Verona a Rovigo. Provate a raggiungere Treviso da Vicenza percorrendo la strada più diretta. Provate a percorrere il Terraglio, strada Battaglia. Sono pericolose, trafficate, piene di rotatorie, dossi e buche. Scoprirete che gran parte della vostra vita la passerete al volante, fra pericoli e imboscate di rilevatori di velocità. E vi consumerete…

STRESS. Forse la più subdola, endemica causa di morte. Origine di diverse malattie, anche le più gravi. I ritmi lavorativi delle precedenti generazioni venete, sono stati imposti anche alle nuove (per i giovani fortunati che hanno un lavoro in Veneto). Vale la regola che non ci si allontana mai dal lavoro prima del datore di lavoro, perché ‘pàr bruto’. Vale la regola dello straordinario che deve venire come moto proprio. Si può arrivare a lavorare fino allo sfinimento psichico. Vi troverete spesso di fronte a famiglie imprenditoriali nate negli anni del boom, con bassa scolarizzazione abbinata ad un elevato tasso di ‘mi so più di ti perché go fato i schei’. L’assioma dell’essenza Veneta è: ‘valgo perché mi sono fatto dal nulla’. ‘Tu non vali niente se non hai fatto ancora nulla’. Lavorare qui (ma, ben inteso, in altre regioni italiane è molto peggio), significa avere l’azienda e il bene dell’imprenditore elevata a dio e famiglia. Svaghi culturali sono considerati improduttivi e devastatori di tempo utile. Possono servire però, solo se all’interno di determinati contesti (associazioni e circoli ‘bene’ delle diverse città). Questo accade però mentre famiglie imprenditoriali ancora più grandi ed accorte, magari ricche da diverse generazioni ed immancabilmente massoniche, fanno soldi anche in altro modo, determinando l’orientamento del flusso di denaro nel settore pubblico ed amministrativo di alto livello. Il resto sono chiacchiere…

ACQUA. Il Veneto ha buona acqua, anzi ottima. Sgorga dalle sorgenti montane, scende a valle ed alimenta le copiose falde della pianura. La zona pre-pedemontana è ricca di splendide risorgive. Purtroppo diverse zone del Veneto consumano acqua inquinata. Un solo esempio? Basta documentarsi un po’ sull’inquinamento da Pfas che ha ammorbato l’acqua in una vasta porzione del veneto sud occidentale. Di acqua si muore anche perché i dissesti idrogeologici causati dal maltempo ma principalmente da un’edificazione selvaggia sono frequenti, ormai routine stagionale.

DEBITI. In Veneto si muore anche di debiti. Decine di piccoli imprenditori travolti dalla crisi, perdendo tutto, indebitandosi con le banche, hanno pensato di farla finita. Il denaro, come già detto, fa terra bruciata attorno, soprattutto qui. Concentrate al 1000% su di esso, molte persone, una volta che questo è mancato, si sono trovate in un vicolo cieco. Si sono sentite mancare l’aria e… l’aria, in Veneto, è la considerazione e la posizione sociale.

SOLITUDINE. Siete ‘diversi’? Gay, lesbiche, in qualche modo menomati? Amate semplicemente vestirvi in modo bizzarro. Beh, scoprirete che non siete nella Venezia del ‘500 o ‘600, quella di Erasmo da Rotterdam per intendersi. Non è nemmeno quella di Manin. Il Veneto non perdona. Accanto a isolate punte di liberalismo vi sono sterminate campagne di intolleranza. Provate a parlare di unioni civili nella periferia di Padova, Vicenza, Rovigo, Treviso, Belluno, Venezia e Verona… e capirete. Entrate in un bar e chiedete: “Cosa pensa di due uomini o due donne che si amano?” Nel migliore dei casi sentirete: “Dove finiremo? I fa schifo? I xè malà! No che xè più religion”. Oppure… “Cosa pensa di quella signora che si veste di viola e ride e scherza con tutti?”. Potreste sentire: “La xè na putana”. Questo nonostante moltissime cariche pubbliche apicali siano occupate da gay repressi. Sindaci di grandi città, presidenti di importanti enti pubblici. Il Veneto ha anche offerto un presidente del Consiglio gay in passato. Questo anche se parte della classe imprenditoriale è composta da individui dediti alla cocaina e alla frequentazione di giovani donne (fuori dal matrimonio) e mentre i loro figli diventano sociopatici e le mogli si abbandonano a deliri di rifacimenti plastici del proprio corpo.

 

BRUTTEZZA. Poche parole. I centri cittadini del Veneto sono magnifici. I borghi più piccoli pure. Ma andate a vedere che cosa ha costruito la recente ricchezza a fianco di tutto questo. Non serve girare molto, basta percorrere le strade statali, le autostrade, le tangenziali. Dalle case con il graffiato anni ’70 agli sterminati capannoni geometrici pensati dal non pensiero e dalla mancanza di sensibilità e cultura. Nessuno, ma proprio nessuno, ha pensato al bello, ma all’utile, rendendo gran parte del paesaggio… inutile.

POLITICA. Il Veneto è la regione dei senza. Siete di sinistra? Non esiste una sinistra ma un’immensa prateria democristiana. Siete di destra? Avete pochi riferimenti e sono spesso legati ai cliché di una destra che non è affatto liberale. Siete berlusconiani? Il vostro idolo è pressoché scomparso. Siete lighisti e venetisti? A parte qualche esponente, messo ai margini della politica, che difende la causa con passione, la maggioranza dei federalisti puri ha ‘perso smalto’ dopo l’annessione alla Lega. Siete grillini? Arrivate tardi, è una creazione foresta planata in Veneto tardi e non ha forza locale. Siete cattolici? Avete già avuto la vostra storia e avete dominato il Veneto per decenni. Siete anarcoidi? Tristezza, i militanti esistenti sono ancorati a battaglie in cui non credono nemmeno loro. In sostanza, non avete alcun riferimento politico.

(seguiranno: otto motivi per vivere in Veneto)

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