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“Sicuramente mi ripresenterò alle prossime elezioni comunali a Padova, ma questa volta senza i traditori”. Così il leghista Massimo Bitonci, dopo essere stato sfiduciato dalla maggioranza dei consiglieri comunali a Padova, che hanno fatto così cadere la sua giunta.
Ieri sera verso mezzanotte sono arrivate le dimissioni presentate da 17 dei 32 consiglieri di Palazzo Moroni, che hanno così certificato la sfiducia al sindaco. Davanti ad un notaio si sono presentati per sottoscrivere l’atto formale i consiglieri di Pd, M5S, Forza Italia, Padova 2020, e altri che dai gruppi della maggioranza erano già passati al gruppo misto.
L’epilogo è arrivato al termine di un lungo scontro interno alla maggioranza, soprattutto tra Lega e Fi. “Abbiamo preso atto dell’implosione della maggioranza del sindaco Bitonci – ha spiegato il segretario provinciale del Pd Massimo Bettin – era evidente che nonostante i suo disperati tentativi era impossibile proseguire in una guida dignitosa, efficace e svolta nell’interesse collettivo”. Ora vi sarà la nomina di un commissario prefettizio che traghetterà l’amministrazione fino alle nuove elezioni.

IL SEGRETARIO VENETO DELLA LEGA
 “Ora liberi tutti e per coerenza gli assessori regionali di Fi diano le dimissioni”. Lo ha detto Toni Da Re, segretario veneto del Carroccio che ha puntato l’indice sul fallimento della giunta del sindaco Massimo Bitonci (Lega) a Padova a causa delle decisioni “prese agli alti livelli a cominciare da Nicolò Ghedini e soci”. Per Da Re non ci sono mezze misure e dà il “rompete le righe” agli uomini del Carroccio. “Il via libera ad abbandonare Fi in tutte le amministrazioni del Veneto” dice Da Re con corse solitarie per le prossime amministrative “a Verona e Belluno, senza quei rompi c…”. Unica città a salvarsi dalla battaglia è Venezia “lì – dice Da Re – Lega e Fi sono sì assieme ma il sindaco Luigi Brugnaro con la sua civica è persona autonoma e non chiederemo nulla ai nostri”. Sul futuro di Padova non ci sono dubbi: “Massimo Bitonci resta il nostro candidato per le prossime elezioni – avvisa Da Re – dove correremo da soli e senza più quei cialtroni che tanti problemi hanno creato”.

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ZAIA: “UNA BRUTTA STORIA”
“Una brutta pagina di storia, perché non esistono giustificazioni per chi, dalla maggioranza, si dimette per mandare a casa il suo sindaco”. L’ha detto oggi, raggiunto telefonicamente mentre si trova all’estero, il presidente del Veneto, Luca Zaia, commentando le dimissioni dei consiglieri comunali avvenute ieri notte che porteranno inevitabilmente alla caduta del sindaco di Padova Massimo Bitonci. “Negli scenari che uno può immaginare questo è il caso peggiore – ha aggiunto Zaia -. Noi amministratori siamo eletti per realizzare il programma: dibattiti interni devono servire per questo, è inaccettabile mandare a casa un sindaco così”.
    “Abbiamo già i motori accesi per Verona – ha sottolineato -. Ora li useremo anche per riportare Bitonci a fare il sindaco di Padova. Quanto accaduto è inconcepibile non solo per la politica ma anche per i cittadini, che erano contenti del loro sindaco.
    Il conto di questo disastro qualcuno lo dovrà pagare”.