LA BOMBA IN PIAZZA DEI SIGNORI
Stamane la città di Padova ha vissuto la concitazione di un allarme bomba in pieno centro poco dopo le 10. Piazza dei Signori è stata fatta evacuare, chiuse le bancarelle e tutta la zona, molto frequentata vista l’ora, è stata immediatamente transennata. La chiamata ai carabinieri è arrivata da una passante che si è accorta di un tubo di plastica chiuso agli estremi con del nastro adesivo appoggiato sulla finestra della chiesa di San Clemente.nella quale ci sarebbe dovuta essere una messa alle 10.30.
Sul posto gli artificieri che stanno cercando di capire se quell’«ordigno» confezionato in modo approssimativo fosse stato realmente in grado di esplodere o se invece sia solo un oggetto messo là con lo scopo di spaventare e creare allarme. Da un primo esame il tubo, che conteneva alcuni bulloni e polvere da sparo, viene considerato dagli investigatori «potenzialmente molto pericoloso». Considerando inoltre che il sabato mattina piazza dei Signori, che ospita il mercato, è una delle zone più affollate della città.

DUE PALAZZI IN RIVOLTA, SI INNEGGIA AD ALLAH
Rivolta in carcere al due Palazzi giovedì nella sezione B del quarto piano, una di quelle sottoposte a “vigilanza dinamica”, che prevede celle aperte e detenuti liberi di spostarsi nei corridoi durante il giorno.
Tutto inizia con la protesta di un detenuto romeno, subito sostenuto da altri reclusi, che ha portato a scontri con gli agenti penitenziari, due dei quali sono rimasti feriti in modo non grave. Quando tutto pareva tornato tranquillo, venerdì un’altra rissa ha riportato il caos. Protagonista lo stesso detenuto della sera prima, che si è barricato in una cella con in mano una lametta. Con coraggio l’hanno disarmato due guardie, una delle quali è rimasta ferita leggermente. Le conseguenze più gravi le hanno riportate i due primi agenti feriti: 10 giorni e 3 giorni di prognosi. La prima rissa aveva visto protagonisti due detenuti in particolare, il romeno – un trentenne condannato per omicidio, che ha il fine pena nel 2029 – ed un italiano, che nelle prossime ore saranno trasferiti in un’altra struttura. I fatti saranno oggetto di un’inchiesta da parte della Procura padovana.
“Quel che è accaduto giovedì sera nella casa di reclusione di Padova è gravissimo, anche in relazione all’atteggiamento assunto da molti detenuti di nazionalità araba – denuncia il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe, per voce del leader Donato Capece – Molti di questi, di origine araba, inneggiavano ad Allah e all’Isis, il gruppo islamista tristemente noto, ed è un particolare, questo, assai preoccupante”. Un allarme che però gli inquirenti, giunti al Due Palazzi per un’ispezione assieme agli agenti della squadra mobile, hanno smorzato: nessun riscontro al fatto che i magrebini partecipanti ai disordini abbiano inneggiato all’Isis – l’invocazione ad Allah, invece, rientra nella consuetudine per ogni musulmano – e allo stesso tempo è esclusa una matrice terroristica dietro la rivolta. Anche sul bilancio dei feriti, che nelle fasi concitate della ricostruzione dei fatti parevano saliti a sei, gli inquirenti hanno fatto chiarezza: sono tre in totale, di cui uno molto lieve.

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