Una nomade di Cadoneghe era stata accusata di aver portato a termine ben 18 colpi, sui quali c’erano prove video. Un bottino di 100 mila euro a danno di anziani nel Padovano e nel Vicentino fra il 2012 ed il 2013. Assolta per non aver commesso il fatto. L’accusata era Sabrina Majer, di 34 anni, residente in un campo nomadi di Cadoneghe. Le prove, sia foto che video, non avrebbero, però, trovato riscontro, e il giudice ha assolto S.M., nomade 34enne, residente nel campo di Cadoneghe.

La parola ‘fine’ sulla vicenda è arrivata dal giudice Barbara Maria Trenti. La procura berica. Per la Majer, difesa dall’avvocato Andrea Frank, erano stati chiesti 3 anni. Le vittime erano anziani che abitavano in case isolate. Alla porta si presentava una donna fingendosi amica di un figlio, oppure vigile di quartiere o incaricata di qualche ente. Gli anziani venivano convinti di tutelare i loro beni dall’azione dei ladri. Quando vi erano dei dubbi scattavano telefonate per tranquillizzare la vittima. Dopo appostamenti, testimonianze, segnalazioni di telecamere e alla fine si era arrivati alla Majer e ad altre due complici. In totale 29 colpi. Era stata raccolta una cospicua quantità di prove che però non hanno avuto riscontro in aula ed il giudice ha deciso per l’assoluzione.