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Per poter aprire un’attività alimentare o artigianale nel centro storico di Padova potrebbe essere necessario, tra breve, avere in negozio almeno il 60% di prodotti veneti. Un vincolo riguarda il centro storico e rientra nel più ampio regolamento (sperimentale per un anno) “per l’insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande”. E’ quanto prevede una modifica al regolamento comunale presentato dal vicesindaco di Padova, con delega al commercio, Eleonora Mosco (Fi), che ora dovrà essere discussa in giunta e in consiglio. Da tempo il sindaco leghista Massimo Bitonci sta dando vita ad una sorta di ‘crociata’ anti-kebab, per scoraggiare la nascita di attività non legate ai prodotti del territorio. Una misura, quest’ultima, che ricalca la proposta fatta la primavera scorsa dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, sull’obbligo per i nuovi esercizi pubblici nel centro storico di utilizzare almeno il 70% di prodotti della tradizione locale.

L’ordinanza e le eccezioni

Dopo l’ordinanza che prevede la chiusura anticipata alle ore 20 degli esercizi nelle zone Stazione, Borgomagno, Prima Arcella e Codalunga, ora è la volta del nuovo “Regolamento per l’insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande”, che, all’articolo 4 bis (“Attività artigianali e commerciali del settore alimentare – misure per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del Centro storico”), vincola eventuali nuove aperture nella cosiddetta zona 1 (Piazze, Prato della Valle, via Roma, riviera Tito Livio…) a mettere in vendita prodotti almeno per il 60% appartenenti alla filiera veneta o comunque “tipici del territorio e della tradizione storico culturale della città di Padova e della Regione Veneto”.

CI SONO DELLE ECCEZIONI. L’ordinanza non sarà applicata, invece, alle attività già esistenti al momento dell’entrata in vigore del nuovo regolamento. Saranno possibili eccezioni: “L’esercente che intenda richiedere la deroga rispetto al comma 1 del presente articolo – si legge nel testo dell’articolo – dovrà presentare specifica richiesta corredata da un progetto, che verrà valutato dalla giunta comunale, competente a decidere sull’eventuale concessione della deroga, nel quale vengano evidenziati in particolare i seguenti elementi, rispondenti agli indirizzi dell’Amministrazione comunale per la tutela e il decoro del centro storico: qualità e pregio dell’allestimento di vetrine, insegne ed interni; tipicità dei prodotti venduti (nazionale o internazionale); qualità delle materie prime utilizzate; innovatività e originalità del progetto; congruenza e/o capacità di integrazione con identità del tessuto storico, architettonico e commerciale della città; modalità di gestione dell’attività”.
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