”Perché non aprite i seminari ai profughi?”. Zaia, come diversi altri esponenti leghisti sbottano di fronte alle critiche del Vaticano e della Cei al Carroccio sulle colonne dell’Avvenire. I leghisti e coloro che stanno criticando pesantemente il sistema di accoglienza (anche il M5s) erano stati definiti piazzisti e razzisti. Risponde il Governatore del Veneto: ” Rispetto la Chiesa ma penso che usare termini come piazzisti sia prima di tutto un insulto ai cittadini che ci hanno eletto.”Ai vescovi – ha detto – che predicano accoglienza, compassione e solidarietà chiedo: ‘Siete sicuri di aver fatto tutto quello che dovevate fare per i profughi? A Treviso il prefetto aveva chiesto di accogliere i profughi in seminario, ma gli hanno riposto di no, anche se era semivuoto. Li capisco perché due su tre di queste persone non sono profughi e non scappano da guerre”. E ancora: “Io sono cattolico, ma esserlo non significa essere bigotti. Rispetto la Chiesa, ma penso che usare termini come piazzisti e altre offese del genere sia prima di tutto un insulto ai cittadini che ci hanno eletto. Che oltretutto qui in Veneto sono quasi tutti fedeli. Ai vescovi che predicano accoglienza, compassione e solidarietà aggiungo: chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Infine l’appello del governatore: “Chiedo ai vescovi: siete sicuri di aver fatto tutto quello che dovevate fare per i profughi, visto che chiedete agli altri di fare? A Treviso – aggiunge Zaia – il prefetto aveva chiesto di accogliere i profughi inseminario, ma gli hanno riposto di no, anche se era semivuoto. li capisco perché due su tre di queste persone non sono profughi e non scappano da guerre. E la Chiesa attacca noi”. Poi si rivolge al Papa: “Il Pontefice deve predicare il Vangelo e, per definizione, ha sempre ragione, rappresenta Dio in terra. Però è vero che un Papa che ha saputo stupirci, che tutti noi amiamo, dovrebbe secondo me provare a chiamare i preti, senza mediazioni, tentare di parlare con loro, e scoprirà che dicono le stesse cose nostre. I piazzisti da quattro soldi – ha concluso Zaia, tornando sulle parole di Galantino – sono quelli che sono stati eletti dal 50% del veneti, che corrispondono, sostanzialmente, a tutti i fedeli. Per cui offendere noi è offendere i veneti”.



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