Altro che mistero, ‘vedo e non vedo’, sensualità. Un duro colpo al look delle prostitute potrebbe darlo l’ordinanza di un Comune lombardo, che se imitata da altre municipalità, cambierebbe l’aspetto del mercimonio del corpo nelle strade. Arriva dalla Lombardia la notizia che sono diventati obbligatori i giubbino e i pantaloni catarifrangenti per le prostitute. Niente più gambe scoperte, la lunghe strisce gialle verticali. A emettere la curiosa ordinanza il sindaco del Comune lombardo di Spino d’Adda, in provincia di Cremona. Un provvedimento che ricalca quello già in vigore dallo scorso aprile in un Comune del Pavese. 
Il vicesindaco Luciano Sinigaglia si augura -secondo quanto riporta La Provincia Lombarda- “di poter pubblicare l’ordinanza, e dunque arrivare all’entrata in vigore della stessa, entro l’inizio di settembre”. “Le professioniste – spiega Sinigaglia – vengono equiparate ai lavoratori che operano sui cantieri stradali obbligati ad indossare indumenti che li rendano ben visibili”. Se lungo i viali alberati vedrete delle bande riflettenti e non gambe ignude o seni scoperti, allora l’ordinanza sarà entrata in vigore. Obiettivo: scoraggiare la prostituzione sul territorio come da quattro anni a questa parte avviene con l’ordinanza anti ‘lucciole’ che prevede multe per 500 euro a carico dei clienti. Sabato sera il comandante della polizia locale Gaetano Papagni e lo stesso Sinigaglia sono stati di pattuglia lungo la Paullese e le strade limitrofe in applicazione dell’ordinanza. È stato sanzionato per 500 euro un cremasco 40enne sorpreso a contrattare la prestazione



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