psichiatria

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Alla Psichiatria dell’Ulss 4 infermieri e ricoverati messi a dura prova da pazienti alterati
Il segretario provinciale Andrea Gregori: “occorre riflettere sull’adeguata
consistenza organica del personale e sul governo clinico del rischio”
 
In soli 15 giorni alla Psichiatria dell’Ulss 4 Alto Vicentino due episodi di violenza ai danni del personale operativo e di altri pazienti. Ed a perpetuarli sono stati altrettanti ricoverati, in uno stato psicofisico difficile da controllare e, talvolta, persino muniti di oggetti pericolosi. Già in data 20 agosto scorso, infatti, nella Psichiatria dell’ospedale di Santorso, si era consumata un’aggressione da parte di un ricoverato verso due pazienti ed alcuni operatori. In quell’episodio a rimetterci erano state le due pazienti, con ferite e contusioni, ed un infermiere, con una prognosi di 15 giorni. Il Nursind, con una nota del 29 agosto, ha segnalato la problematica ai vertici aziendali ed ai responsabili per la sicurezza. “Nella comunicazione vengono posti una serie di interrogativi – spiega il segretario provinciale del Nursind, Andrea Gregori – in particolare relativi all’esistenza di un protocollo sulla prevenzione e gestione delle aggressioni, all’esistenza di un protocollo per l’attivazione immediata delle forze dell’ordine ed al documento sulla valutazione dei rischi nell’unità operativa di psichiatria. Ad oggi nessuna risposta è arrivata”. Nel frattempo, lo scorso 8 settembre, si è verificato un altro episodio con un ricoverato che si è appropriato del maniglione di una porta antipanico seminando il terrore nel reparto di Psichiatria e distruggendo più parti dei locali del reparto. Il personale infermieristico, per l’ennesima volta, si è trovato ad affrontare l’aggressore, munito di un oggetto decisamente pericoloso e fuori controllo, finché non sono arrivate le forze dell’ordine. “Questi due episodi, succedutosi in soli 15 giorni – sottolinea il segretario Gregori – ci preoccupano molto per l’incolumità del personale e degli altri ricoverati. Preoccupa soprattutto la frequenza con cui gli episodi si stanno verificando, ponendo una serie di interrogativi sull’adeguata consistenza organica del personale e sul governo clinico del rischio”. Al Nursind preme capire come episodi così gravi possano susseguirsi a breve distanza in una struttura per acuti, scaricando di fatto sul personale operativo ogni responsabilità, con l’esposizione di ricoverati e personale ad un rischio altissimo.

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