RAPINA DI NANTO – LA FAMIGLIA DEL NOMADE: “DENUNCEREMO STACCHIO”

RAPINA DI NANTO – LA FAMIGLIA DEL NOMADE: “DENUNCEREMO STACCHIO”

Si era presentato assieme ad altri quattro banditi alla gioielleria Zancan di Ponte di Nanto. Era armato ed è rimasto ucciso in una sparatoria, colpito dal benzinaio Graziano Stacchio che era intervenuto per farli andar via e per difendere la commessa del negozio. Ora, dopo la notizia che, per atto dovuto, Stacchio è indagato per eccesso colposo di legittima difesa, arrivano anche le prime dichiarazioni dal campo nomadi di Fontanelle (Treviso) da dove proveniva il nomade ucciso, Albano Cassol.


Come riporta il Gazzettino la compagna di Albano Cassol ha dichiarato: «Denunceremo chi ha sparato e tutti quelli che ci hanno fatto passare per mostri». Nel campo nomadi, fra le roulotte in cui vivono 12 persone, c’è rabbia per quanto accaduto. Cristina Albini, la compagna del giostraio ucciso dal colpo sparato dal benzinaio continua: «Conoscevo il passato di Albino, aveva messo la testa a posto». Con la donna, in attesa del quinto figlio, c’è Diego Albini, il suocero di Cassol: «Qui non c’è nessun mostro. Noi lavoriamo duro per riparare le giostre». Nel frattempo continuano le manifestazioni di vicinanza e solidarietà verso quello che è considerato un eroe, Graziano Stacchio, che, fra le altre cose, vive sotto scorta.

Venetian