Continua il bollettino di guerra della criminalità in Veneto. Una statistica, curiosa e drammatica, ci arriva da Treviso, dove una famiglia è stata visitata ben 27 volte dai ladri.
Oltre ad una mamma di San Donà di Piave sequestrata dai ladri che aveva trovato in casa mentre il suo bimbo di 2 anni l’aspettava in macchina, infatti, annoveriamo oggi anche il caso del record assoluto di una famiglia di Zero Branco (TV) visitata dai ladri ventisette volte in 2 anni. La lista nera di oggi si ferma a 21 crimini, ieri erano stati 27. “Nessun morto. Nessun ferito grave. Ci è andata bene”, commenta polemicamente il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.
In soli due anni l’abitazione di Lorenzo Danieli è finita nel mirino dei ladri per ben 27 volte. Lorenzo è un autista della Mom residente a Sant’Alberto, che vive un vero e proprio inferno: «In due mesi hanno provato a entrare per 15 volte. Poi mi sono fatto il porto d’armi», racconta Danieli. E la famiglia ha imparato a difendersi con alcuni accorgimenti come tenere il cane sempre in casa, rinforzare i serramenti con catenacci e inferriate e l’allarme sempre in vista. La coppia -come riporta la Tribuna di Treviso- vive nel terrore, concentrata a non lasciare mai finestre e porte aperte. La casa si trova in una zona residenziale non particolarmente ricca. L’accanimento dei malviventi è quindi un mistero. Con i 27 tentati furti, alcuni dei quali addirittura ripresi dalle telecamere a circuito chiuso, i Danieli detengono il record italiano, tanto da richiamare l’attenzione perfino della trasmissione Rai «La vita in diretta». Eppure i due proprietari non sono miliardari. Lorenzo Danieli, 37 anni, è autista dell’Actt, sua moglie Elisabetta De Benetti, 34 anni, è parrucchiera. Una settimana fa si è verificato l’ennesimo tentativo di furto, il ventisettesimo. I ladri hanno fatto saltare il cilindro della serratura. Lorenzo ed Elisabetta svegliati di soprassalti, hanno acceso le luci facendo fuggire i malintezionati. Non sono bastate le inferriate, l’impianto di allarme da 7 mila euro, la porta blindata e le telecamere a fermare l’escalation. I malviventi hanno lasciato le loro tracce dovunque, dapprima la rete tagliata, poi serrature scassinate a colpi di cacciavite. Una volta hanno perfino abbandonato l’auto nel cortile dell’abitazione, costringendo le forze dell’ordine a restare a lungo appostate in attesa di un eventuale ritorno dei ladri. Dalle riprese della telecamera si notano in azione di volta in volta zingari, immigrati, giovani teppisti. Tutti impegnati in una sorta di sfida: entrare e rubare nella fortezza di Danieli. Ulteriori accorgimenti sono ora consigliati dal capo della Mobile. «Mi ha detto di rivolgermi ad una compagnia di vigilanza privata – prosegue Danieli – e di coinvolgere anche i vicini per dividere i costi, inoltre mi ha consigliato di prendere un cane rottweiler sicuro deterrente per i malviventi». Se tutto cià non basterà? «Di Paola mi ha detto che non resterebbe che mettere un agente per vigilare l’abitazione».
“Anche oggi – dice Zaia – questo bollettino lo invio e lo dedico al Governo distratto e lontano dalla gente. Le forze dell’Ordine continuano a combattere una battaglia impari. Vincono spesso, ma sono poche, stremate, mal equipaggiate e mal pagate. Da Roma i Veneti pretendono più uomini, più mezzi, più azione d’intelligence perché spesso si parla di bande organizzate su ampia scala, l’Esercito in strada a fare da deterrente e da presidio territoriale”.
“Anche oggi – dice Zaia – questo bollettino lo invio e lo dedico al Governo distratto e lontano dalla gente. Le forze dell’Ordine continuano a combattere una battaglia impari. Vincono spesso, ma sono poche, stremate, mal equipaggiate e mal pagate. Da Roma i Veneti pretendono più uomini, più mezzi, più azione d’intelligence perché spesso si parla di bande organizzate su ampia scala, l’Esercito in strada a fare da deterrente e da presidio territoriale”.

“Il mio sarà un vero e proprio tormentone, se necessario anche quotidiano – aggiunge Zaia – perché lo Stato agisca. E’ l’unico ad avere i poteri per farlo, ma Roma sembra troppo presa dal risiko politico su capolista bloccati o no, su presunte riforme costituzionali e su chi le voterà o no, sulle beghe interne ai partiti, per riuscire a pensare davvero alle priorità della gente. Per i Veneti la sicurezza è di sicuro prioritaria”.
Zaia snocciola quindi la lunga lista di crimini riportata oggi sui quotidiani veneti.
“Il podio di questa orrenda classifica – dice – oggi tocca a Venezia. A San Donà la mamma sequestrata dai ladri che ha trovato in casa; a Chioggia assalto a una sala giochi con le pistole spianate; un giovane a Mestre aggredito, malmenato e rapinato sotto casa e due romeni pestano un bengalese per rapinarlo ma poi, per fortuna, vengono arrestati; tentato assalto al bancomat di Fiesso d’Artico con gravi danni alle strutture; a Sottomarina la Scuola materna Padoan assaltata per al quarta volta in pochi mesi; A Concordia Sagittaria un cittadino trova una ladra in camera da letto, la blocca e lei urla che la vuole violentare; a Campolongo e Campagna Lupia quattro furti in abitazioni; a Venezia sparisce una cassaforte da 600 chili dal terminal di Santa Maria Elisabetta; quattro tentativi di furto a Jesolo e San Donà. Si continua con un maxicolpo da Dolce&Gabbana con un’auto ariete a Padova; ad Agna i proprietari si trovano i ladri in casa mentre dormono; al pronto soccorso di Padova un algerino ubriaco picchia un agente e un vigilante; a Treviso, oltre al tragico record dei 27 assalti subiti da una sola famiglia a Zero Branco, viene svaligiato il Centro Creativo di Oderzo; un cittadino di Refrontolo va dal medico e si trova i ladri in casa; malviventi armati di mazze sfondano finestrini di automobili a Cosniga e fanno razzia di tutto quel che trovano all’interno; nel frattempo, dopo Canizzano, anche il quartiere trevigiano di Sant’Angelo vuole organizzarsi in ronde. A Vicenza anche oggi si segnala una nuova raffica di furti a case e negozi in città; a Thiene nel 2014 si sono registrati 238 reati come non si vedeva da anni e anni; a Valdagno c’è paura per i troppi assalti alle ville, con una cassaforte divelta a Montepulgo; assalti a ripetizione anche sulle colline di Trissino; tre moldavi nei guai per razzìe di navigatori e cruscotti con una serie di colpi da centomila euro”.
“La storiaccia della criminalità continua scrivere nuove pagine – conclude Zaia – mentre a Roma continua il colpevole sonno di chi dovrebbe difendere i cittadini”.


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