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GLI ARRESTI
Alcuni operatori in servizio presso le celle mortuarie dell’Ospedale di Borgo Roma, a Verona, sono stati tratti in arresto nell’ambito di una indagine condotta dalla procura scaligera per le ipotesi di reati di concussione ed associazione per delinquere. L’operazione ha riguardato oggi quattro persone che erano in servizio, ma nei prossimi giorni potrebbero esserci altri provvedimenti relativi a personale che non era presente sul posto di lavoro. Secondo quanto si è appreso, le indagini, coordinate dal Pm Valeria Ardito, avrebbero portato alla scoperta di una sorta di organizzazione tra gli operatori delle celle mortuarie che di fatto costringeva le imprese funebri a versare denaro in cambio della garanzia che le salme sarebbero state tenute e preparate in modo adeguato nel periodo prima del rito funebre. 




NON RISPONDONO AL GIP
Si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al Gip Luciano Gorra i quattro addetti alle celle mortuarie del Policlinico di Borgo Roma arrestati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla concussione per le presunte tangenti che sarebbero state chieste alle imprese di onoranze funebri per conservare in modo adeguato le salme all’obitorio. Il quinto indagato, colpito a sua volta da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, è ancora in ferie e rientrerà da una vacanza all’estero lunedì, quando gli sarà notificato il provvedimento. Il giudice ha autorizzato gli indagati a recarsi in Tribunale in modo autonomo, senza essere prelevati dalla polizia, dalle abitazioni dove sono ai domiciliari. I legali si sono riservati di esaminare la documentazione acquisita dagli investigatori, con gli elementi d’accusa raccolti con l’ausilio di telecamere nascoste e intercettazioni ambientali.