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Torna alla ribalta il bagno Punta Canna di Sottomarina, notissimo ai bagnanti veneti che da anni frequentano Sottomarina. Punta Canna è balzata agli onori delle cronache dopo che Repubblica ha denunciato la curiosa gestione del bagno. Come è noto, lo stabilimento, che peraltro è uno dei più curati della località marittima veneziana, è tappezzato di cartelli che richiamano al fascismo. Inoltre il titolare ha l’abitudine di salutare i propri ospiti intrattenendoli con considerazioni sulla situazione politica italiana. Dopo l’articolo di Repubblica e la ribalta nazionale, interviene il prefetto.
Una ordinanza “per l’immediata rimozione di ogni riferimento al fascismo contenuto in cartelli, manifesti e scritte” presenti all’interno dello stabilimento balneare Punta Canna a Chioggia è stata firmata dal prefetto di Venezia Carlo Boffi. L’atto sarà notificato in giornata al gestore dello stabilimento balneare, Gianni Scarpa. Nell’ordinanza è ordinato allo stesso Scarpa, informa la prefettura, “di astenersi dall’ulteriore diffusione di messaggi contro la democrazia”.
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AGGIORNAMENTO: La Digos della Questura di Venezia ha denunciato Gianni Scarpa, l’imprenditore balneare al centro di un’indagine per la presenza di poster di Mussolini e richiami, soprattutto con scritte, al periodo fascista presenti nello stabilimento balneare ‘Punta Canna’ di Chioggia.
L’imprenditore, secondo quanto si è appreso, avrebbe confermato le sue dichiarazioni relative ‘allo sterminio dei tossici’, di essere contro la democrazia e di altri richiami legati al periodo del Ventennio del Duce. Al momento l’attività della Digos si chiude qui avendo già ieri fatto fotografie e ripreso con le telecamere l’intero stabilimento balneare, acquisito documentazione della struttura e sentito, sommariamente, lo stesso Scarpa. Un rapporto verrà inoltrato dalla Digos alla magistratura lagunare, mentre una relazione di quanto accertato era già stata trasmessa alla prefettura.