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Tutti i quotidiani nazionali ed i siti intenet di informazione stanno diffondendo la notizia della spedizione punitiva contro minorenni egiziani, picchiati con mazze da baseball a San Michele di Ganzaria, nel Catanese. Un sedicenne è finito in rianimazione.
Prendiamo il caso di Repubblica, in cui si racconta che la lite sarebbe scoppiata per futili motivi. Tre persone sono state arrestate.
“I tre -scrive Repubblica- sono stati avvicinati mentre facevano rientro nel centro da cinque siciliani tutti maggiorenni che si erano appostati ad aspettarli: tre hanno materialmente picchiato i minorenni, altri due li aspettavano in auto. Da quanto emerge dalle indagini dei carabinieri, che hanno già fermato tre dei cinque autori dell’imboscata, alla base dell’aggressione ci sarebbero futili motivi. Un diverbio, una lite, avvenuta qualche giorno fa nel vicino paese di San Cono. Gravissimo uno dei tre egiziani colpito alla testa che ha riportato un grosso ematoma al cervello ed è stato sottoposto a un intervento all’ospedale Garibaldi Nesima di Catania, dove è ricoverato in prognosi riservata. I due uomini che attendevano al volante delle auto sono attualmente ricercati.
“Non escludiamo che possa essersi trattato di un episodio di razzismo anche se ci crediamo poco”.
La narrazione è ineccepibile. Ma ci chiediamo perché le notizie assumano un significato diverso a seconda della latitudine nella quale gli episodi avvengono e perché il luogo comune sia ancora alla base dell’informazione generalista generalista.
Mentre decine di soloni dell’informazione, quotidianamente, condannano pesantemente una ‘certa’ informazione online e di fronte alla diffusione di notizie di cronaca non esitino a parlare di populismo e bufalismo, ci chiediamo perché una notizia così grave, se avesse avuto come scenario Treviso, Vicenza, Pordenone o Verona sarebbe diventata un caso politico e sociale. Immediatamente almeno metà delle testate nazionali avrebbero sovraccaricato i loro titoli a nove colonne con il termine ‘razzismo’ e ‘xenofobia’. Immediatamente si sarebbe parlato di tessuto sociale imbevuto di xenofobia, di populismo, ignoranza. Immediatamente esponenti politici democratici avrebbero immediatamente twittato (lavoro che principalmente li vede impegnati) per condannare l’episodio di razzismo. Qualche sprovveduta alta carica dello Stato si sarebbe recata sul posto e avrebbe offerto aiuto alle vittime, facendosi intervistare con la mezza lacrima cadente ed un occhio all’insopportabile copione del cerimoniale di Stato.

E’ ormai un dato di fatto che gli episodi di cronaca nera che hanno come vittime migranti, se avvengono in Veneto, Nord Est o Nord Itlia, diventano un caso sociologico da studiare, un caso che porta all’immediata conclusione che il ricco Nord Est è una torre d’avorio che non vuole aprire le proprie porte all’accoglienza. Se invece, avviene al Sud, si parla al massimo di esasperazione della popolazione abbandonata dallo Stato.
Non si chiede di sottovalutare l’importanza di una notizia laddove vi sia la notizia. Non si chiede nemmeno di non ricondurre al razzismo un episodio se vi sono veramente gli elementi per affermarlo, ma sarebbe auspicabile una maggior professionalità del mondo giornalistico e una maggior intelligenza da parte del mondo politico nel valutare i fatti e di aspettare almeno l’inizio delle indagini per trarre conclusioni.

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Per la cronaca, la notizia sarebbe continuata così…
Sappiamo per certo che i tre egiziani si recavano sempre a San Cono un paesino di poche migliaia di anime. Cosa sia avvenuto con precisione non lo sappiamo, Siamo a conoscenza che i tre del luogo avevano litigato precedentemente, qualche giorno prima, con i tre immigrati, ma non conosciamo le ragioni. Andremo comunque sino in fondo per capire il movente che ha scatenato questa aggressione” dice il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera.

Gli altri due minori sono stati invece più fortunati: le loro ferite guariranno in 5 giorni. I tre giovani finiti in manette sono Antonino Spitale, di 18 anni, e i fratelli Giacomo e Davide Severo, di 32 e 23 anni. In casa di quest’ultimo i carabinieri hanno trovato una pistola ad aria compressa che era stata utilizzata per intimidire le tre vittime.

La svolta nelle indagini sull’agguato, avvenuto intorno alle 17 di ieri, è arrivata le riprese fatte con un telefonino da una delle tre vittime. Le immagini hanno permesso agli investigatori di identificare e fermare gli aggressori. Gli egiziani hanno spiegato agli investigatori che erano stati, poco prima di finire nel mirino dei cinque al mercato settimanale, a San Michele di Ganzaria e lì sarebbero sorti i contrasti. I tre aggrediti sono ospiti del centro di prima accoglienza per minorenni non accompagnati, gestito dalla cooperativa San Francesco, che ospita complessivamente 25 extracomunitari.

Mentre rientravano a piedi, a pochi centinaia di metri dalla struttura dove risiedono, i tre egiziani sono stati raggiunti da due automobili, con a bordo complessivamente cinque uomini. Tre di loro sono scesi, uno di loro ha mostrato anche una pistola poi risultata giocattolo, e li hanno colpiti ripetutamente con delle mazze da baseball. In particolare si sono accaniti su un 16enne, M. M., colpendolo alla testa anche con il calcio dell’arma. I tre sono indagati per  tentativo di omicidio in concorso, lesioni personali e porto illegale di armi improprie su disposizione del procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera.