burini burkini
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Mentre la Francia è lacerata dal dibattito sul burkini messo al bando in alcune località balneari, mentre l’Italia come sempre non prende una posizione per non infastidire nessuno e mentre sui social il burkini è l’immagine più condivisa, fra commenti, approvazioni, liberalismo da tram e proibizionismo da caccia alle streghe… un grande interrogativo sta impegnando la testa dei veneti e non solo: ma dove sono questi burkini? chi ne ha mai visto uno? e soprattutto…: burkini o burini? Per rispondere alla domanda basta passare una domenica su una spiaggia veneta, da Sottomarina a Bibione a Rosolina, ma anche spostarsi in Friuli o sulla Riviera Romagnola, poco cambia. Premesso che nel resto d’Italia è anche peggio, cerchiamo di identificare quali sono i burini da spiaggia italiani. L’impresa è ardua perché le tipologie sono migliaia ognuna con una declinazione specifica che dipende da quale parte della costa o dell’entroterra arrivi il bagnante. Ci limitiamo a isolare alcuni casi di burinaggine, quelli più molesti e invitiamo i lettori a comunicare altre tipologie di burino sulla nostra pagina Facebook (Venetianpost), i contributi verranno aggiunti, se significativi.

La famiglia merda. E’ composta da giovane padre, giovane madre e uno o due figli rompicoglioni. Di solito i bambini urlano e corrono (come tutti i bambini) con la differenza che non è loro imposto alcun limite. Potrebbero tranquillamente defecare in testa agli altri bagnanti ed i genitori non aprirebbero bocca. Futuri disadattati, sono odiati da tutta la spiaggia e non ricevono alcuna forma di educazione dai genitori, che a loro volta, tranne qualche sberla, non hanno ricevuto alcuna forma di educazione. I genitori nel parlare loro alternano italiano (per farse un po’ vedere) e dialetto dei peggiori anfratti della regione (p.es. in Veneto: “Riccardo vieni qui! non strapegare tua sorella” – Lui rivolto a lei: “Dio c.. che caldo!”, Lei rivolta a lui: “Franco ndemo ala sagra del Val… stasera?”). Lei è total tanned come un copertone e completamente ricoperta di viscida crema. Lui ex palestrato con tatuaggio sulla spalla, pancetta fuori controllo, tiene ancora il capello un po’ lungo perché ‘fa ggiovane’ (ma non è affatto giovane).

Il gonfio. In genere 30-40-50 enne, passa sei giorni su sette in palestra e mentre fa esercizio pensa solo a quel momento, per tutto l’anno… il momento in cui cammina a bordo mare davanti a migliaia di bagnanti che lo guardano ammirati, come un dio dell’olimpo. In realtà migliaia di bagnanti stanno pensando a quanto sia deforme, sproporzionato. Un autentico fenomeno da baraccone invecchiato male… Quando si ferma a parlare con qualcuno osserva l’orizzonte e non l’interlocutore. Soprattutto… non dice nulla perché non ha nulla da dire.

Il vecchio troione. Milf o cougar popolano le spiagge italiane. L’estate è il loro momento, come nel caso del ‘gonfio’. Qualcuna azzarda un costume animalier… qualcun’altra un bikini o un topless fluo, alternano alla pelle ormai molto elastica e iper abbronzata. il tatuaggio del gattino sulla spalla o sulla coscia è diventato ormai una orrenda tigre del bengala. Se accompagnate da figlie o amiche più giovani sono convinte di essere ancora in gara.

Il terronazzo. Capita spesso di imbattersi su gruppetti di ragazzi del Sud arrivati sulle spiagge venete per farsi qualche turista nordica. Qualche volta vengono in spiaggia con casse, hanno tatuaggi, costumi dai colori molto visibili (preferito il fluo) occhiali con marca visibile da più di 50 metri. Parlano ad alta voce alternando complimenti sulle chiappe delle ragazze a commenti sul cibo che a casa loro è sempre meglio. In genere a 30 anni pesano 30 kili in più per la cattiva alimentazione a base di oli, grassi e carboidrati.

Il giovane nordico. Simile per alcuni aspetti al terronazzo (pantaloncini di marca visibile, occhiali stilosi con marca visibile) in genere gioca a calcio con gli amici in spiaggia. Deleterio quanto il bambino della famiglia merda perché inevitabilmente butta il pallone addosso ai bagnanti vicini che, fingendo di guardare l’orizzonte, lanciano in realtà occhiate d’odio ai giovani giocatori immaginando incidenti stradali splatter in cui li vengono fatti a pezzi o semplicemente augurandosi che si spezzino una gamba nei loro dribbling. Il giovane veneto a differenza del terronazzo, usa le bestemmie al posto delle virgole e passa dalla sagra del paese vicino alla disco in spiaggia. Di solito è di destra, odia gli immigrati e gli spacciatori, ma non disdegna una canna o una pasticca acquistate dal nigeriano o nordafricano di turno.

La compagnia sfighetti. Gruppi di ragazzi e ragazze dai 30 ai 40 anni, quasi tutti single. A volte è tollerata qualche coppia (presa di mira dagli altri) nel gruppo. In genere benestanti (piccoli imprenditori, commercialisti, impiegati di vari livelli, sempre in ambito economico-amministrativo). Sono sempre tirati a pennello, anche se l’età ormai avanza e il loro corpo non è più prestante. Odiano in realtà la compagnia con la quale escono, si annoiano mortalmente, ma sono sfigati per uscire dal circolo vizioso. In loro è rimasto ancora in testa il concetto di ‘compagnia’, non ne sono mai usciti. Nessuno ha una relazione seria. Si allontanano dal gruppo ma si cercano poi sempre e… il gruppo si ricompatta. In genere in assenza di uno del gruppo, si sparla dell’assente. Nelle domeniche di giugno luglio o settembre vanno a Sottomarina o Jesolo, ad agosto organizzano viaggi magnificenti, anche per poter dire di avere una vita entusiasmante al ritorno in città. Postano le foto dei loro viaggi come se piovesse, alternate a messaggi di odio verso questo o quel responsabile dei mali del mondo. Perché sfighetti? perché probabilmente a 20 anni erano fighetti, si apriva loro un futuro radioso e spensierato, poi la dura realtà e la mediocrità, da cui non sono più usciti.
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L’anziano perfido. E’ una figura molto diffusa in tutta Italia. Il Veneto non ne è esente. In genere anziani in coppia, che affittano ombrellone e sdraio, arrivano in spiaggia presto la mattina e creano uno stato indipendente con confini precisi e invalicabili. Osservano al di fuori del loro ‘territorio’ con disprezzo tutto ciò che passa. In genere fanno amicizia con i vecchi dell’ombrellone vicino e intavolano lunghe discussioni sui migliori reparti degli ospedali veneti, sul si stava meglio quando si stava peggio o sugli incredibili decessi dei coetanei. Anche in questo caso le bestemmie abbondano, fra i ‘maria vergine’ della moglie. Sono gli stessi anziani che in città o in paese vi osservano con aria di sfida quando vi fermate per lasciarli attraversare o quelli in grado di uccidere per una posizione in fila alle poste.

Il gelataio molesto. State dormendo tranquillamente, in un momento in cui i zovani veneti non giocano a calcetto e in cui i bambini merda sono tornati alla base esausti e venite svegliati all’improvviso dal gelataio che si è fermato con il camioncino davanti a voi che urla: “Gelati! Granite! Caffè!”. A quel punto capite che è arrivato il momento di tirare un porco. E lo tirate.

Il vu cumprà che passa all’infinito. Anche il vu cumprà sceglie il momento giusto per disturbarvi. In genere sceglie il momento in cui siete al centro di una discussione, arrivata ad un punto di svolta, presi come non mai. Il vu cumprà piazza fra voi e l’interlocutore un pareo gigante o un pannello pieno di orologi e braccialetti. In genere servono tre secchi ‘No’ per mandarlo via. Qualcuno perde le staffe, qualcun altro offre un euro. Ma dalla seconda volta alla centesima che arrivano, è disagio puro.

Il resto… a voi… (in aggiornamento)