Perché una siringa deve costare 1 in un ospedale veneto e 5 in un’altra regione, 10 in un’altra ancora. Una domanda semplice, legittima, che negli ultimi anni ha scatenato una battaglia sui costi standard di cui si è fatta promotrice la Lega Nord, ma che ha visto la resistenza di lobbisti e spreconi di tutta la penisola. La differenza di costi lascia spazio a corruzioni pantagrueliche. Ora, la pluriennale battaglia del Veneto per i costi standard in sanità sta smuovendo il pluriennale monolite degli sprechi. E’ presto per dire se è vinta. Potremmo dire che chi ben comincia è a metà dell’opera. Di sicuro chi ironizzava sul Veneto e sulle sue barricate ora deve ricredersi. Non mi aspetto dei mea culpa, va bene così, va bene che tutta la sanità italiana paghi la stessa cifra per gli stessi acquisti. Oggi non è così, ed è una delle cause principali di certi dissesti e relativi sprechi in giro per l’Italia che, siringhe a parte, costano 30 miliardi l’anno”.

Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta le dichiarazioni rilasciate dall’Amministratore Delegato di Consip e l’annuncio che a marzo dovrebbe partire una gara unica nazionale per l’acquisto delle siringhe necessarie alla sanità pubblica.

“Si chiama costo standard – fa notare Zaia – e vigileremo perché tale sia al più presto: non solo per le siringhe, ma per tutti gli acquisti di qualsiasi materiale sanitario, strumento, apparecchiatura piccola o grande, cerotti o bende, perché se ci si fermasse alle siringhe sarebbe come andare contro i carri armati con una cerbottana”.

“Abbiamo vinto la seconda tappa – dice Zaia – perché la prima la vincemmo il 25 novembre 2015 quando, approvando il riparto del Fondo Sanitario Nazionale 2015, tutte le Regioni si impegnarono a realizzare quello 2016 esclusivamente sulla base dei costi standard. La corsa non è finita. Il motto adesso è: dalle parole ai fatti. Noi, che i fatti li stiamo già realizzando in casa nostra, ci siamo. Ma anche vigiliamo e vigileremo”.

 

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