renzo rosso




Due bassanesi sono stati rinviati a giudizio dal Gip del tribunale di Vicenza, Massimo Gerace su richiesta del pm La Placa, per tentata estorsione aggravata nel confronti di Renzo Rosso, patron della Diesel. Si tratta di Massimo Giacobbo e Sergio Borsato. Rinviato a giudizio anche Alessandro Ambrosini per diffamazione aggravata, che, secondo l’accusa, avrebbe diffamato l’imprenditore tramite alcuni articoli sul suo sito internet Notte Criminale e e l’imprenditore dei trasporti Francesco Baggio.

La decisione, maturata in quasi un’ora, dopo la relazione difensiva dell’avvocato Antonio Mezzomo che difende Ambrosini e uno dei due bassanesi e la richiesta di non luogo a procedere per tutti e tre gli indagati.
L’intera vicenda è basata su una presunta richiesta da parte di uno dei due imputati (Giacobbo) di far aprire una società in Svizzera, senza specificare -come riporta il Gazzettino- l’oggetto stesso della società, a Renzo Rosso. Della società lo stesso vicentino sarebbe diventato socio. Per ottenere questo il fatto di non far pubblicare alcune notizie che, a loro dire, stavano circolando su presunti e non meglio definiti rapporti tra Rosso e alcuni elementi della Mala del Brenta. Nel mese di settembre del 2014 tredici finanzieri e l’allora Procuratore Generale Paolo Pecori perquisirono le case dei bassanesi. Fu lo stesso Rosso due anni e mezzo fa a informare dei fatti l’autorità Giudiziaria dichiarandosi «sereno e fiducioso dell’operato degli organi inquirenti».

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