veneto acqua
Per essere aggiornati sulle notizie e le curiosità del Triveneto iscriviti al gruppo “VENETO NOTIZIE”, oppure clicca ‘mi piace’ sulla pagina Facebook di VENETIANPOST



Enologi, ematologi e studiosi di tutto il mondo non si danno una spiegazione ma salutano la notizia come una novità epocale, una volta storica nello studio della genetica umana e dell’evoluzione delle razze. La Libera Università di Soave-Valpolicella ha rilevato alcune tracce di sangue, nell’alcol che sorre nelle vene di un anziano paziente veronese, ricoverato dopo essere stato fermato a bordo della propria auto a Padova e sanzionato per aver assunto troppa acqua.
Mentre arriva la solidarietà sui social da numerosi personaggi pubblici (Sue Ellen Ewing di Dallas, Gianluca Grignani, Bruno Pizzul e Donald Trump fra i primi), la scienza si interroga sullo strano episodio.
Come è noto nelle vene delle popolazioni del Nord Est italiano non scorre sangue. Una mutazione genetica che trova le sue radici nella notte dei tempi, ha prodotto il passaggio dalla comune sostanza ematica all’alcool. Il genotipo di un individuo è dato dal suo corredo genetico, è ciò che è “scritto” nel DNA contenuto nel nucleo di tutte le sue cellule ed è quindi immutabile.
Gli esseri umani possiedono 2 copie di ciascun cromosoma. Nei Veneti esiste la terza copia che ne definisce il genotipo. Per questo i Veneti si dividono in quattro genotipi primari: Soave, Valdobbiadene, Tai-Tocai e Prosecco. Esiste poi una serie di sottocategorie legate al territorio che determinano tratti caratteristici inconfondibili di questa popolazione. Possono andare dal Refrontolo al Breganze Pinot Grigio, al nobile Amarone, al più religioso Gambellara Vin Santo. Il più diffuso è il genotipo Cabernet. Nel Bassanese e Trevigiano vi è anche la variante Grappa, una versione di Veneto più duro dal carattere più incendiario.
Le tracce di sangue sono state trovate in Bepi Visentin, ricoverato d’urgenza all’ospedale di Padova, dopo aver ingerito una quantità d’acqua superiore al limite consentito per legge in Veneto (0,5 microgrammi per litro). Agricoltore, 66enne, è stato fermato dalla polizia locale della città del Santo e sottoposto all’alcol test. Gli agenti, vedendolo particolarmente lucido e insospettiti dal fatto che l’uomo non bestemmiasse, hanno deciso di controllare meglio le sue condizioni per vedere se fosse idoneo alla guida. Il tasso d’acqua rilevato era di 2,5 mg/l, ben cinque volte il limite di legge.

L’uomo non ha saputo giustificare la sua condizione. Ha affermato di essere andato a pranzo con un amico muratore in una piccola osteria di Teolo. Il vino era finito ed ha dovuto bere acqua assieme ad un piatto di Pearà (anche qui si ipotizza il reato di ‘lesione di prodotto tipico’ che prevede pene che vanno dai 2 mesi ai 4 anni di carcere con l’aggravante che la pearà non fosse stata preparata nella provincia di Verona). Bepi è stato portato all’Ospedale di Padova per ulteriori controlli e dalle prime analisi dell’alcool sono state trovate tracce d’acqua. E’ scattato subito un alert da Padova diramatosi immediatamente a tutte le università e centri studi nazionali ed internazionali. L’uomo è stato portato in eliambulanza al centro Diagnosi Alcoliche di Soave e sottoposto a ulteriori esami. Non è in pericolo di vita e il suo livello alcolico è stato ristabilito prontamente dai sanitari, ma ora rischia di passare guai seri con la giustizia. Bepi ha salutato i parenti con quattro sonori porchi ed è ora felice di essere tornato in sé. E’ stato comunque ammanettato e il gip Antonio Torcolato ha convalidato l’arresto in attesa del processo. Resta il fatto che il suo caso è ora allo studio di diversi ricercatori.
Nel frattempo è stato diramato un allarme medico per il rischio contaminazione e l’uomo è stato posto in quarantena dentro una botte alle Cantine di Soave.
Sabato sera è previsto uno speciale di National Geographic sul caso Visentin.
PER ESSERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL GRUPPO FACEBOOK: VENETO NOTIZIE