pipì in pubblicoPer essere aggiornati sulle notizie e le curiosità del Triveneto iscriviti al gruppo “VENETO NOTIZIE”, oppure clicca ‘mi piace’ sulla pagina Facebook di VENETIANPOST



L’algida Trieste, che ai visitatori sembra una perfetta città asburgica, ha un problema. Alcuni angoli della città (come accade, del resto, in ogni città), sono stati trasformati in urinatoi dai cittadini, soprattutto giovani, che nella movida serale cercano sfogo alle loro impellenze. La giunta del neoeletto sindaco, Roberto Di Piazza, ha deciso così di dare una svolta e usare il pugno di ferro verso chi trasgredisce.
Con un post su Facebook, il vicesindaco Pierpaolo Roberti lancia una nuova offensiva al degrado mettendo al corrente la cittadinanza sull’ultimo provvedimento teso a punire chi fa la pipì per strada, sotto le finestre delle abitazioni in Cavana ad esempio o in altri punti della città, anche centrali.
“Vogliamo una città pulita, vivibile” scrive Roberti.
“Vogliamo una città dove ci si possa divertire, ma dove l’inciviltà di pochi non danneggi tutti. È inaccettabile che alcune zone, specie del centro, la notte diventino delle vere e proprie latrine. Per questo ieri, con una mia delibera, unanimemente approvata in giunta, è stata raddoppiata la sanzione per chi urina per strada, elevandola a 500 euro. E non mancheranno i controlli».
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Non sono pochi i giovani sorpresi, anche di recente, a farla dove capita nel cuore della notte. Inizialmente infatti le multe ammontavano a 500 euro ma sono state alleggerite ossia dimezzate (250 euro) nel corso della passata amministrazione comunale guidata da Roberto Cosolini.