almirante

Per essere aggiornati sulle notizie e le curiosità del Triveneto iscriviti al gruppo “VENETO NOTIZIE”, oppure clicca ‘mi piace’ sulla pagina Facebook di VENETIANPOST



E’ l’estate di Noventa Vicentina, al centro delle cronache prima per l’espulsione dell’Imam, ritenuto troppo radicale e pericoloso, ora per l’intitolazione di una via a Giorgio Almirante, leader storico dell’MSI, decisa lo scorso 20 giugno dalla giunta comunale.
La proposta è la seguente: «Vista la necessità di attribuire il nome alla nuova via compresa tra via Frassenara e via Asiago, sceglie a questo scopo il nome di Giorgio Almirante (1914-1988)». Segue una biografia di Almirante, che parte dagli studi classici compiuti a Torino, per passare all’adesione al fascismo, alla partecipazione alla guerra sul fronte libico e all’arruolamento nella Guardia Nazionale della Repubblica di Salò, avvenuto dopo l’8 settembre 1943. Nel dopoguerra fondò il Movimento Sociale Italiano e ne fu il portabandiera per quarant’anni. La nota conclude: «Fu un leader amato e molto seguito dalla base del suo partito, ma ammirato e rispettato anche dai suoi avversari politici che riconoscevano in lui doti intellettuali notevoli, capacità di dialogo e rispetto».
Subito si sono levate sonore proteste da parte di gruppi ed associazioni a partire dalle comunità ebraiche vicentina e veronese.
Riceviamo e pubblichiamo (in attesa di una replica) una lettera sottoscritta da diversi gruppi, inviata al sindaco, Marcello Spigolon, agli assessori e consiglieri noventani e al Prefetto di Vicenza e alle redazioni giornalistiche il  1° agosto 2016 (in calce alla lettera i firmatari).
“Abbiamo saputo in questi giorni della decisione presa con Delibera di Giunta n. 158 del 20 giugno 2016 di intitolare una via a Giorgio Almirante. Questa scelta ci trova fermamente contrari. Con questa lettera intendiamo manifestare la nostra protesta ed esprimere le nostre motivazioni che riguardano da un lato i contenuti della delibera stessa e dall’altro lato considerazioni più generali. Per quanto riguarda la delibera, chi l’ha scritta e approvata ha dimenticato di segnalare alcuni fatti. Almirante iniziò la sua carriera giornalistica ne “Il Tevere” e poi la proseguì scrivendo su un’altra rivista –non menzionata nella delibera- intitolata in maniera emblematica “La Difesa della Razza” e pubblicata a partire dal 1938. Almirante collaborò con undici articoli, ma fu anche segretario di redazione della rivista diretta da Telesio Interlandi. Su questa rivista, in un articolo del settembre 1938 intitolato Roma antica e i giudei, rivendicando l’originalità e l’autonomia del razzismo fascista, scrisse: “In fatto di razzismo e di antigiudaismo gli italiani non hanno avuto né avranno bisogno di andare a scuola da chicchessia”. Questa è una delle varie affermazioni e posizioni che lui espresse sull’argomento e che non furono mai ritrattate, neppure nel dopoguerra da esponente politico del Movimento Sociale Italiano, partito apertamente neofascista. Il fatto che abbia –come viene citato nella delibera- aiutato un compagno ebreo non può essere messo sullo stesso piano di affermazioni e posizioni razziste e antisemite che accompagnarono scelte politiche scellerate del regime volte alla persecuzione di ebrei, omosessuali, zingari, meticci, politici di vari orientamenti, semplici sospettati. Relativamente alla partecipazione alle attività dei GUF (Gruppi Universitari Fascisti), “come la stragrande maggioranza degli studenti del tempo” (citazione dalla delibera), è da rilevare come, dopo quella esperienza, molti tra coloro che parteciparono a quelle attività scelsero di schierarsi con le forze politiche antifasciste e la Resistenza: Almirante preferì la Repubblica Sociale Italiana, scelse Mussolini ed Hitler e la continuazione di una guerra che ha portato sangue, dolore e lutti in Italia, nelle nostre zone ed anche a Noventa Vicentina, dove furono numerosi i caduti combattenti nella resistenza o nei campi di concentramento. C’è anche un altro ordine di ragioni che ci spinge a questa richiesta per l’onestà intellettuale che noi dobbiamo all’Italia, il nostro Paese. Noi non riteniamo debba esserci una memoria condivisa come un brodo indistinto dove i valori sono tutti uguali, dove non esistono differenze, dove vengono azzerate le identità. Il rischio sarebbe quello di una comunione nella dimenticanza. Piuttosto noi crediamo in una memoria collettiva che rimanda a un unico passato e che coincide con la storia del nostro Paese, che ha saputo combattere coraggiosamente per i valori di libertà, giustizia e democrazia, contro una dittatura fascista e poi contro la Repubblica Sociale di Salò che al contrario hanno imposto pensiero unico e persecuzioni a fianco dell’oppressore nazista. E` doveroso distinguere tra la violenza nazifascista, “compimento logico di un sistema”, e la violenza partigiana, “strumento dolorosamente indispensabile di liberazione da quel sistema”, come ha scritto lo storico Santo Peli. A livello personale ciascuno ha una memoria privata, e piangerà i propri morti, che siano il nonno o il padre repubblichino o partigiano, cercherà di comprenderne le scelte, le difficoltà e i dolori. PER ESSERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL GRUPPO FACEBOOK: VENETO NOTIZIE

Noi non vogliamo negare questo. Vogliamo con forza negare che stare con i nazisti a Salò, come fece Almirante, possa essere oggi considerato uguale a stare contro i nazisti e contro Hitler, come fecero molti giovani. L’antisemitismo fascista ha contribuito allo sterminio di 8000 italiani ebrei. Che messaggio si vuole dare alle nuove generazioni dedicando una strada a uno dei protagonisti di questo massacro, tanto più in un momento come questo in cui infuriano violenze quotidiane, legate a distinzioni etniche, religiose e politiche? Per queste ragioni e considerando che la nazione si costruisce su un patto di memoria, un accordo quotidiano su che cosa sia giusto ricordare e su quali figure e personaggi debbano dare il nome a una via, noi chiediamo alla Giunta di Noventa Vicentina di revocare la delibera e di intitolare la via a qualche personaggio che abbia testimoniato i valori espressi dalla democrazia e dalla Costituzione. Sottoscrivono la lettera: ANPI sezione di Noventa Vicentina, ANPI provincia di Vicenza, ANPI comitato provinciale di Verona, ANPI Padova, ANPI comitato provinciale di Venezia, Aristide Bianchi per ANPI Rovigo e per ANPI provinciale del Polesine, ANPI Veneto Floriana Rizzetto, Comitato Nazionale ANPI Carla Poncina, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “E. Gallo” di Vicenza (ISTREVI) Giuseppe Pupillo, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “E. Gallo” di Vicenza (ISTREVI) Nadia Olivieri per l’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (IVrR) Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea (IVESER), Lista Civica Noventa Civica Partito Democratico di Noventa Vicentina, Partito Democratico provinciale di Vicenza, Veronica Cecconato segretaria provinciale del PD Vicenza, Keren Ponzo, segretaria Sinistra italiana Vicenza, Giorgio Langella, segretario PCI Vicenza Possibile, comitato di Vicenza PRC provincia di Vicenza, Gadi Luzzatto Voghera, CGIL Noventa Vicentina, CGIL Vicenza