migranti
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Sono in arrivo da Trapani 50 migranti, mentre ad oggi in Veneto sono ospitate 10.526 persone, rispetto alla quota spettante di 10.477 unità. Il dato è emerso nel corso della riunione del Tavolo di coordinamento regionale per l’esame delle problematiche connesse all’accoglienza di migranti richiedenti la protezione internazionale, in Prefettura a Venezia. Al momento, sui 576 comuni veneti sono interessati dalla presenza di migranti 206 comuni. La ripartizione tra le province di migranti, sulla base del criterio della densità demografica, vede Belluno con 505, Padova 1.964, Rovigo 556, Treviso 1.860, Venezia 1.827, Verona 1.954, Vicenza 1.860. I prefetti presenti all’incontro hanno evidenziato la necessità di attuare una ripartizione uniforme, al fine di evitare concentrazioni rilevanti nelle strutture allestite in proprietà demaniali, circostanza dovuta alla mancanza di altre disponibilità alloggiative. sarà perseguita la ricerca di altri alloggi attraverso bandi di gara.
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Ieri il presidente del Veneto Luca Zaia era intervenuto sul tema migranti. “Facinorosi, prepotenti e violenti vanno espulsi immediatamente, senza tentennare o temporeggiare. Nessuno status può giustificare comportamenti come quelli che si sono visti a Conetta, o in altre zone del Veneto dove si è arrivati a gettare a terra il cibo non gradito”.
Con questa parole, e con la richiesta di espulsione immediata per i responsabili, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia interviene di fronte all’innalzarsi della tensione sul fronte dell’immigrazione, in particolare, ieri e oggi, in un’area che comprende i Comuni di Cona, Bagnoli e Agna, con i centri di accoglienza di Conetta e Bagnoli.
“Se ve ne fosse ancora bisogno – aggiunge Zaia – ecco l’ennesima dimostrazione che la creazione di ghetti come le caserme dismesse è la peggiore delle soluzioni, adottata con un approccio tanto emergenziale quanto caotico, conseguenza prima della debolezza con cui Italia e Europa hanno affrontato in passato e stanno affrontando ora una situazione di catastrofe annunciata”.

“In Veneto, con Conetta e Bagnoli, è stato creato un ghetto di un migliaio di persone – aggiunge Zaia – il che ha inevitabilmente coinvolto anche territori, come Agna, sui quali si è comunque riversata la pressione di una presenza numericamente insostenibile. Ancor meno sostenibile perché inaccettabile – conclude Zaia – è che dai comportamenti di alcune di queste persone si debbano subire anche messaggi di rivolta. Mi auguro che le tensioni possano essere sopite, cominciando a cacciare coloro che le sobillano con i loro comportamenti, ma se Europa e Stato non riescono a realizzare meccanismi di selezione dell’accoglienza, di lotta al racket, di aiuto nei paesi di provenienza, tensioni e rivolte rischiano di diventare amaro pane quotidiano”.