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Nel tardo pomeriggio di ieri 24 aprile è giunta una telefonata alla Centrale Operativa dei Carabinieri relativa ad un serio infortunio in casa di un 34enne di Tezze sul Brenta (iniziali C.M.F.).
 
Le prime informazioni raccolte dai Carabinieri della Stazione di Rosà parlavano di incidente relativo al maneggio di esplosivi.
 
A tale scopo veniva effettuata dai militari dell’Arma una perquisizione nell’abitazione del soggetto per la ricerca di armi, munizioni e materiale esplodente. I Carabinieri hanno rinvenuto un fucile “clandestino” di fabbricazione artigianale del C.M.F. , oltre a polveri ed altro materiale non detenibile senza autorizzazione di polizia.
 
La produzione poco accurata e assolutamente non autorizzata aveva fatto si che la culatta (parte posteriore dell’arma) non reggesse alle pressioni di sparo, esplodendo contro il soggetto e causandogli lesioni multiple al volto ed alla mano destra guaribili in 30 gg s.c.
 

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L’evento portava all’arresto del soggetto e la sua sottoposizioni agli arresti domiciliari per successivo rito direttissimo, attesa la violazione dell’art. 23 del TULPS; il soggetto era fra l’altro già stato colpito dal divieto prefettizio di detenzione di armi e munizioni per comportamenti precedenti in materia di armi non rispondenti a criteri di legge.