“La segnalazione al Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Padova è partita dall’Ufficio Personale di Arpav nell’ambito della consueta attività di controllo prevista dalla normativa e dai regolamenti interni”: lo dice oggi il direttore generale dell’Arpav, Nicola Dell’Acqua, in relazione alla vicenda della dipendente distaccata al Genio Civile indagata per truffa aggravata per essere stata scoperta più volte dai Carabinieri a timbrare il cartellino e poi scappare in palestra o a fare le spese. Secondo quanto si è appeso, è stato uno dei colleghi, notando le ripetute assenze dal posto di lavoro, a segnalare l’anomalia (continua…).
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“Ringrazio la direzione di Arpav per aver denunciato formalmente sei mesi fa le anomalie segnalate e per aver attivato le autorità preposte per verificare e accertare i fatti”. Così l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin in merito alla vicenda della dirigente Arpav denunciata per truffa perché si assentava in orario di lavoro. Bottacin ringrazia anche gli organi inquirenti, il Nucleo investigativo dei carabinieri, per il lavoro svolto in stretta collaborazione con la direzione generale e la direzione del personale di Arpav, al fine di documentare le irregolarità segnalate.

“In questa vicenda, davvero poco onorevole – aggiunge l’assessore – emerge la serietà e il rigore dell’azienda e del suo direttore generale Nicola Dell’Acqua che non ha lasciato cadere le segnalazioni pervenute e ha voluto andare a fondo, attivando tutte le verifiche del caso e coinvolgendo le autorità preposte per accertare eventuali irregolarità. Ora sarà la giustizia a fare il suo corso, ma la condotta esemplare di Arpav testimonia che l’amministrazione pubblica è vigile nel perseguire il rispetto delle regole, nel superiore interesse dei cittadini. Mi auguro che si tratti di un episodio isolato e che, se comprovato in sede giudiziaria, sia adeguatamente sanzionato. Chi sbaglia, deve pagare”